Borghi della Val d'Orcia classica: segreti e consigli da Insider.

"Un viaggio nel cuore della valle tra borghi storici e luoghi sconosciuti, con i consigli di una Tuscany Insider.

Borghi classici della Val d'Orcia e segreti da insider scattata ad aprile. Foto autentica, no IA, no ritocchi. © 2026 Samantha Travel Designer. Diritti riservati.
Le pozze termali libere del Parco dei Mulini a Bagno Vignoni, uno dei borghi della Val d'Orcia classica. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a Aprile. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.

La Val d’Orcia è costellata di luoghi che sembrano sospesi nel tempo. Ognuno ha un carattere preciso, una storia diversa, un motivo in più per fermarsi. I borghi della Val d’Orcia classica è senza dubbio la zona più battuta, specialmente da aprile a ottobre, situata tra Pienza e San Quirico d’Orcia. È quella che ogni anno viene invasa dai turisti, quella che tutti i blogger citano, quella più fotografata e instagrammata: il cuore pulsante dell’UNESCO.

Effettivamente la sua bellezza è stratosferica, non ti stancheresti mai di guardarla e mentre la osservi ti trasmette un senso di pace interiore che non ha eguali. Essere in quei luoghi è come sentire uno scambio naturale tra l’uomo e il paesaggio; il paesaggio dice: “Prenditi cura di me e rispettami e ti darò l’armonia che cerchi.” E l’uomo che ascolta risponde: “Grazie per farmi sentire in pace.” 

In questa mappa vi ho segnato i confini di quella che chiamo la zona classica, se volete capire meglio come ho catalogato le zone della Val d’Orcia, vi consiglio di guardare il mio articolo: 

Mappa dei borghi della Val d'Orcia classica.

LA MAPPA DELLA ZONA CLASSICA

Come potete vedere dall’immagine, la zona classica della Val d’Orcia è una forma di rettangolo, dove agli angoli ci sono i suoi borghi più celebri:

SE DESIDERATE LEGGERE DIRETTAMENTE L’ITINERARIO, LO TROVATE IN FONDO ALLA PAGINA.

Gli intramontabili borghi della Val d'Orcia classica

Iniziamo dal cuore pulsante, da quei borghi che hanno reso questa valle celebre in tutto il mondo. Visitarli, specialmente in inverno, permette di coglierne l’essenza più profonda di questa terra, dove la mano dell’uomo e la natura hanno trovato un equilibrio perfetto.
 

Pienza: la "città ideale" del Rinascimento

Patrimonio UNESCO, Pienza fu voluta da Papa Pio II nel XV secolo e costruita in appena tre anni. Il centro storico è un capolavoro di urbanistica: Piazza Pio II, la Cattedrale, Palazzo Piccolomini. Passeggiando tra le sue strette vie, ci si imbatte in nomi che sembrano scritti da un poeta: Via dell’Amore, Via della Fortuna, Via del Bacio. Sono i vicoli che, con i loro colori e l’atmosfera invernale o primaverile, rendono questo borgo uno dei più romantici.

Vengo spesso in queste zone, ma da quando ci sono stata in inverno – a gennaio, subito dopo la Befana – Pienza è diventata la mia meta preferita invernale. In questo periodo è quasi deserta e passeggiando tra i vicoli senti un silenzio surreale. Un’idea di viaggio esperienziale che vi consiglio di vivere per i vostri weekend fuori stagione. Lontana dalla folla, potrete godervi senza fila le botteghe di Pecorino di Pienza — a me è piaciuta la bottega del Caseificio di Mario, dove ho trovato tante varietà ottime da gustare.

Il mio consiglio da insider: la cosa migliore è visitare il borgo nel pomeriggio e godersi il tramonto dalla terrazza panoramica di Via del Casello. Da qui, la vista sulla Val d’Orcia che si tinge di arancio è sorprendente.

SE VOLETE APPROFONDIRE TROVATE IL MIO MATERIALE IN QUESTI LINK:
 
🎬 Reel Instagram: Montalcino e  Pienza.
📸 Foto Pinterest: Pienza.
🖼️ Clip Pinterest: Pienza short movie.
📺 YouTube il Borgo-Libro: La romantica Pienza.
Panorama da via casello Pienza - uno dei borghi della Val d'Orcia classica. Con Samantha Travel Designer.
Panorama da via casello Pienza a gennaio. Scatto di gennaio al tramonto. No AI, No Ritocchi. © 2026 Samantha Travel Designer. Vietata la riproduzione.

CHICCHE DA INSIDER:

Ecco tre luoghi particolari da vedere a Pienza:

  • il Romitorio,
  • le Grotte della Rupe,
  • il Sentiero dell’Arte e dell’Anima.
Vicino alla Pieve di Corsignano si trovano anche i Campi Elisi, set del film Il Gladiatore, facili da scendere, un po’ più difficile è risalire.
Il Romitorio di Pienza: L'anima scavata nella roccia.

Cos’è: è un complesso rupestre di straordinaria importanza, composto da diversi locali (cappelle, stanze e cunicoli) scavati interamente a mano nell’arenaria. Fu la dimora di monaci ed eremiti che, tra il XIV e il XVIII secolo, cercavano il distacco dal mondo nel ventre della terra.

Dove si trova esattamente: si trova lungo la scarpata che scende dal borgo verso la valle, sul lato Est (orientale) della rupe.

Come raggiungerlo: per trovarlo fisicamente devi seguire questi passaggi:
  1. Punto di riferimento nel borgo: raggiungi l’incrocio tra Via IV Novembre e l’inizio del viale panoramico (quello che costeggia le mura).
  2. Il Viale: imbocca a piedi Via Santa Caterina (il viale pedonale con la vista sulla valle).
  3. L’Edificio chiave: cammina sul viale per circa 150 metri finché non trovi sulla tua sinistra la piccola Chiesetta di Santa Caterina (una chiesetta in pietra molto semplice).
  4. Il Punto Esatto: l’accesso al Romitorio è proprio lì, accanto alla chiesetta. Vedrai un cancello/sbarra e la scalinata di pietra che sprofonda nella scarpata sotto il borgo.

Contatti: per visitarlo è obbligatorio prenotare contattando il proprietario, il signor Carlo Moricciani, al numero 339 6640060. L’accesso è solitamente a pagamento tramite visita guidata.

Non è pericoloso, ma è un ambiente impervio. Si scende una scalinata molto ripida e i soffitti interni sono bassi. È sconsigliato a chi ha difficoltà motorie o soffre di claustrofobia grave. Attrezzatura necessaria: Sono indispensabili scarpe adatte (trekking o suola scolpita antiscivolo) poiché l’arenaria può essere molto scivolosa per l’umidità. È consigliabile portarsi una piccola torcia per ammirare i dettagli nelle zone meno illuminate.

Cosa osservare:

  • La Sirena Bicaudata (La regina del mistero) – È la scultura più famosa del sito. È un bassorilievo scolpito direttamente nella parete di tufo che raffigura una sirena con due code alzate. Perché è particolare: è un simbolo pagano di fertilità e forza vitale. Trovarla in un luogo di preghiera cristiano è rarissimo e affascinante; rappresenta il legame viscerale che gli eremiti avevano con la terra, prima ancora che con la dottrina ufficiale.
  • La Madonna del Latte (Il legame con le donne). – Un altorilievo del XIV-XV secolo che ritrae la Vergine mentre allatta il Bambino. Perché è particolare: per secoli è stata meta di un pellegrinaggio “segreto” delle donne della Val d’Orcia. Venivano qui a pregare e a toccare la roccia per chiedere la grazia di avere latte a sufficienza per i propri figli. È un pezzo di storia delle tradizioni popolari toscane.
  • L’architettura “al negativo” – A differenza delle chiese che conosciamo, qui nulla è stato costruito. Perché è particolare: vedrai una cappella interamente estratta dalla roccia, con l’altare che non è appoggiato, ma fa parte della parete stessa. Ci sono celle minuscole dove i monaci dormivano sulla pietra e un ingegnoso sistema di canaline scavate per raccogliere l’acqua piovana che filtrava dalla rupe.

Inoltre, ci sono graffiti e incisioni che vanno dal Medioevo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Durante i passaggi del fronte, il Romitorio è servito da rifugio per la popolazione locale. Vedere i segni lasciati dai soldati accanto a quelli dei monaci del ‘300 ti fa capire quanto questo luogo sia stato un “guscio” protettivo per Pienza nei secoli.

Dalle piccole finestre (feritoie) scavate nel tufo, la vista sulla Val d’Orcia e sul Monte Amiata è “incorniciata” dalla roccia scura. Ti dà una prospettiva della valle che non avrai da nessun’altra parte; è come guardare il paradiso stando dentro le viscere della terra.

Cos’è: è un sistema di cavità e grotte scavate direttamente nella parete di tufo su cui poggia il lato occidentale di Pienza. A differenza del Romitorio spirituale, queste grotte rappresentano l’anima rurale del borgo: per secoli sono state utilizzate dai contadini come stalle, rimesse per attrezzi e, durante le guerre, come rifugi sicuri per la popolazione locale.

Dove si trova esattamente: si trovano lungo la scarpata che scende dal centro storico verso la valle, sul lato Ovest (occidentale) della rupe, proprio sotto la panoramica Via del Casello.

Come raggiungerlo: per trovarlo fisicamente devi seguire questi passaggi:
  1. Punto di riferimento nel borgo: raggiungi la celebre terrazza panoramica di Via del Casello.
  2. Il Sentiero: imbocca a piedi il sentiero pedonale che scende verso la valle (seguendo le indicazioni per la “Pieve di Corsignano”).
  3. Il Punto Esatto: mentre percorri la discesa, guarda la parete di roccia alla tua sinistra. Ti imbatterai nelle grandi aperture delle grotte che si affacciano direttamente sulla Val d’Orcia.

Contatti: l’accesso a queste grotte è libero e gratuito. Non serve prenotare né contattare nessuno, trattandosi di un percorso escursionistico pubblico che fa parte della passeggiata che scende dal borgo.

Il sentiero è alla portata di tutti, ma bisogna fare attenzione se si decide di entrare nelle cavità. Il fondo può essere sconnesso e, in caso di pioggia o forte umidità, il tufo diventa estremamente scivoloso. Attrezzatura necessaria: sono consigliate scarpe comode con suola antiscivolo o da trekking leggero. Se vuoi curiosare all’interno delle cavità più profonde, una torcia può aiutarti a vedere meglio i dettagli della roccia.

Cosa osservare:

  • L’architettura rurale: osserva le pareti interne; noterai ancora i segni degli scalpelli, nicchie scavate per appoggiare le lucerne e i fori dove un tempo venivano legati gli animali. È la “pelle” grezza e vera della città ideale.
  • Le cornici di pietra: la particolarità di queste grotte è che fungono da veri e propri mirini naturali. Affacciandoti dalle aperture, avrai una vista sulla Val d’Orcia e sui famosi “Campi Elisi” che appare letteralmente incorniciata dalla roccia scura.
  • Il contrasto con il borgo: sopra di te regna la perfezione dei palazzi rinascimentali; qui sotto c’è il tufo nudo, vissuto e modellato dalla fatica. È il luogo dove capisci che Pienza ha due anime: quella nobile dei Papi e quella umile dei contadini che per secoli hanno abitato questi anfratti.

 

Cos’è: è un itinerario artistico da vivere passeggiando lungo un sentiero semi-boschivo. Un vero museo di sculture a “cielo aperto” realizzate in marmo travertino. Ogni scultura è opera di un artista internazionale diverso, ma rappresentano tutte l’interpretazione di una panchina contemporanea. Il percorso è stato pensato per unire l’anima del paesaggio della Val d’Orcia all’arte contemporanea.

Dove si trova esattamente: si accede al percorso dalla Pieve di Corsignano e si segue sempre dritto addentrandosi nel sentiero panoramico. Le sculture vi guideranno durante il percorso.

Come raggiungerlo: se siete in visita a Pienza, basta scendere giù dalla terrazza di Via del Casello verso valle e troverai le indicazioni.

In bassa stagione è facile trovare parcheggio, in alta stagione molto probabilmente avrai delle difficoltà, potresti optare per passare dalla SP146, ma è un po’ più difficile da trovare.

Contatti: l’accesso al sentiero è completamente gratuito. Il percorso è facile, meglio indossare scarpe comode da ginnastica o trekking. Se è piovuto può essere scivoloso e ci può essere del fango e non ci sono lampioni, quindi va percorso di giorno. Quando si scende dalla terrazza, dopo a risalire può essere un pochino più faticoso.

Cosa osservare:

  • Le sculture: ogni opera ha elementi che richiamano la natura e la spiritualità.
  • Il Guardiano della Valle: dopo un po’ che percorri il sentiero, ti imbatterai in due sculture gemelle: sembrano due sedie una accanto all’altra. Questo significa che sei nelle vicinanze dell’imponente Guardiano. Devi scrutare tra i cespugli a sinistra che guardano verso la valle (a meno che non si entrata nel sentiero dal lato opposto), vedrai spuntare la sua testa.
  • Altre cose vicino: quando arrivi alla Pieve, fai una svolta a sinistra e ti ritroverai ad osservare il panorama dei Campi Elisi. Mentre, invece, quando percorri l’inizio del sentiero, fi caso alle Grotte di tufo, il tutto in una perfetta armonia tra arte contemporanea, borgo rinascimentale e resti medievali.

VUOI VEDERE IL SENTIERO DELL’ARTE E DELL’ANIMA QUANDO L’HO PERCORSO IO A GENNAIO? CLICCA QUESTO LINK:

INSTAGRAM: Il Sentiero dell’Arte e dell’Anima.

Porta Sant'Agata a Monticchiello - Pienza (Borghi della Val d'Orcia classica).Scatto di gennaio al tramonto. No AI, No Ritocchi. © Samantha Travel Designer. Vietata la riproduzione.
Porta Sant'Agata a Monticchiello - Pienza Scatto di gennaio al tramonto. No AI, No Ritocchi. © 2026 Samantha Travel Designer. Vietata la riproduzione.

Monticchiello:il borgo dall'anima autentica segnato dalla resistenza

Monticchiello è una piccola frazione di Pienza raggiungibile da diverse strade: alcune asfaltate, altre sono le classiche strade bianche della Val d’Orcia. Il mio consiglio è di percorrerle tutte perché ognuna offre scorci e panorami diversi che preparano lo sguardo alla bellezza che sta per arrivare.

Tra i borghi della Val d’Orcia classica è in assoluto il mio borgo preferito, un gioiello medievale dove il tempo sembra essersi fermato. Le sue mura trecentesche, conservate magnificamente, raccontano di un passato fiero in cui hanno protetto gli abitanti ai vari attacchi nemici.  L’assedio più memorabile è ancora oggi descritto nei vari cartelli che si trovano nel borgo. Una storia di resistenza che si sente camminando tra i vicoli.

Al centro del borgo si erge, in una piccola piazza, l’imponente Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo. 

È conosciuto tra gli appassionati per il Teatro Povero, uno spettacolo teatrale estivo scritto e recitato dagli abitanti del borgo stesso dal 1967. Visitando Monticchiello ti sembrerà di essere in un’epoca passata, ci sono ancora i vecchi lavatoi e un unico bar dal sapore antico.

In inverno questo posto è quasi deserto e incredibilmente autentico — nessun negozio di souvenir, nessuna fila. Solo il borgo, le mura e il panorama sulla Val d’Orcia.

Da non perdere: il sentiero attorno le mura medievali con vista sulle colline verso Pienza — uno dei punti panoramici meno conosciuti di tutta la zona. Bellissimo se lo fate al tramonto o all’alba.

SE VI INTERESSA CONOSCERE MEGLIO QUESTO BORGO TROVATE IL MIO MATERIALE IN QUESTI LINK:

🎬 Reel Instagram: Il borgo di Monticchiello.
📸 Foto Pinterest: Monticchiello.
🖼️ Clip Pinterest: Monticchiello short movie.
📺 YouTube il Borgo-Libro: Lo storico borgo di Monticchiello.

CHICCHE DA INSIDER:

Ecco due cose da non perdere nello storico borgo di Monticchiello:

  • il Sentiero dell’Assedio,
  • il Teatro Povero.
Il Sentiero dell'Assedio.
Cartello che descrive l'assedio di Monticchiello. Foto di Samantha Travel Designer.
Cartello che descrive l'assedio di Monticchiello. - Foto di Samantha Travel Designer

Cos’è: è un itinerario storico-didattico composto da una serie di pannelli posizionati nei punti chiave delle fortificazioni. Racconta l’assedio subito da Monticchiello nel 1553 durante la Guerra di Siena, quando il borgo difese la sua libertà contro l’esercito imperiale.

Dove si trova esattamente: il sentiero inizia verso la cinta muraria in prossimità della porta d’ingresso (Porta Sant’Agata).

Accesso: libero, pubblico e gratuito. È un percorso sempre accessibile a chiunque visiti il borgo.

Pericolosità e Attrezzatura: non è pericoloso ed è adatto a tutti. Tuttavia, alcuni tratti lungo le mura possono avere pavimentazione irregolare. Sono consigliate scarpe comode.

Cosa osservare: 

  • La Torre del Cassero (Il simbolo della resistenza): È la torre più alta e imponente che svetta sul borgo. Anticamente era il cuore della difesa, dove si rifugiavano gli ultimi soldati. Oggi è una proprietà privata, ma osservarla dal sentiero ti fa capire l’altezza e la potenza che doveva avere il castello nel ‘500.
  • Le Torri Scudate: Lungo le mura noterai diverse torri “aperte” sul lato interno. Si chiamano così perché servivano a proteggere i soldati dai nemici esterni, ma se il nemico entrava nel borgo, non poteva usarle come riparo contro gli abitanti. È un dettaglio di ingegneria militare pazzesco da notare.
  • Porta Sant’Agata: Osserva lo stemma sopra l’arco. La porta conserva ancora i fori e le scanalature dove scorreva la saracinesca di ferro per bloccare l’ingresso durante l’attacco.
  • Il Cancello della Memoria (Le pietre dell’assedio): Lungo il perimetro delle mura, si incontra un cancello che custodisce un cumulo di pietre.

La particolarità: Quelle non sono pietre comuni. I cartelli dell’assedio spiegano che quelle pietre venivano accumulate dai cittadini di Monticchiello per essere usate come proiettili. Venivano scagliate dall’alto delle mura contro i soldati nemici che tentavano la scalata. Vederle lì, ancora “pronte”, ti fa capire quanto la difesa del borgo fosse una questione di popolo, non solo di soldati.

Breve descrizione storica: Monticchiello fu l’ultimo baluardo della Repubblica di Siena a cadere. I cartelli narrano di come i cittadini, privi di un vero esercito, riuscirono a tenere testa alle truppe imperiali per settimane, arrendendosi solo per fame e mancanza di munizioni. È una storia di orgoglio contadino che ancora oggi definisce l’identità del borgo.

Cos’è: non è un teatro fatto di velluti e poltrone, ma un’esperienza sociale e culturale nata negli anni ‘60. È un “autodramma”: gli abitanti di Monticchiello scrivono, mettono in scena e recitano la propria vita, i propri problemi e la propria storia.

Dove si trova esattamente: la sede principale e la piazza dove avvengono le rappresentazioni estive (Piazza della Commenda) sono nel cuore del borgo.

Contatti: 

Quando va in scena: l’appuntamento estivo
  • Il periodo: Lo spettacolo (l’autodramma) si svolge ogni anno tra fine luglio e metà agosto.
  • L’orario: Le recite sono rigorosamente notturne (solitamente intorno alle 21:30), perché la piazza si trasforma con le luci e le ombre, diventando una scenografia naturale sotto le stelle.
  • La durata: Il ciclo di spettacoli dura circa tre settimane, con una replica ogni sera (esclusi alcuni lunedì).
Stagione 2026: L’Autodramma di Monticchiello
  • Quando: Come da tradizione, le recite si svolgono tra fine luglio e ferragosto 2026.
  • Le date indicative: Il ciclo di spettacoli (che quest’anno segna un traguardo storico, superando i 60 anni di attività) inizia solitamente l’ultimo sabato di luglio (quindi intorno al 25 luglio 2026) e si conclude la sera del 14 agosto 2026.
  • Orario: Sempre alle 21:30, quando l’oscurità trasforma Piazza della Commenda in un palcoscenico magico.
  • Dove acquistare i biglietti: La biglietteria fisica si trova nel centro del borgo, presso la sede della Cooperativa del Teatro Povero in Piazza della Commenda, 1.
  • Prenotazioni: È caldamente consigliato prenotare online sul sito ufficiale teatropovero.it oppure telefonicamente al numero 0578 755118. Per gli spettacoli estivi le prenotazioni aprono solitamente a giugno.
  • Costo del biglietto:
    • Intero: circa 15,00 € – 18,00 € (il prezzo può variare leggermente di anno in anno).
    • Ridotto: circa 10,00 € (solitamente per bambini sotto i 12 anni).
  • Orari spettacoli: Le recite estive iniziano alle 21:30. Si consiglia di arrivare in borgo con almeno 30-40 minuti di anticipo per parcheggiare e raggiungere la piazza con calma.
  • Dove mangiare (La chicca): Il Teatro gestisce anche la Taverna di Bronzone, un ristorante cooperativo dove i prodotti sono a km 0 e il ricavato sostiene le attività del borgo. Si mangia nei locali del vecchio granaio.

Cosa osservare (Le particolarità):

    • Il Granaio: è lo spazio dove spesso vengono allestite mostre o incontri. Era il luogo dove si conservava il grano della comunità, oggi custodisce la memoria del teatro.
    • La Piazza-Palcoscenico: osserva Piazza della Commenda. In inverno è una piazza silenziosa, ma se guardi bene le pietre e le finestre che si affacciano, capirai che ogni casa è parte della scenografia.
    • La “Sede” del Teatro: è il centro nevralgico dove i paesani si ritrovano per tramandare questa tradizione.

Informazioni Storiche: il Teatro Povero nacque quando la mezzadria (il vecchio sistema agricolo) finì e il borgo rischiava di svuotarsi. Gli abitanti decisero di resistere non con le armi (come nell’assedio), ma con la cultura, inventando un modo per raccontare al mondo chi erano.

Da non perdere: una visita al Tepotratos (il Museo del Teatro Popolare Toscano) situato in un antico granaio, per capire come nasce uno spettacolo che dura da più di 50 anni.

 

San Quirico d'Orcia e le geometrie degli Horti Leononi

Punto di accesso naturale della Val d’Orcia, San Quirico è un borgo elegante e meno battuto rispetto a Pienza.  Io personalmente, a differenza degli altri, non lo trovo particolarmente emozionante, ma le sue geometrie sono molto affascinanti. La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, con i suoi portali scolpiti, è un gioiello del romanico senese che merita sicuramente una sosta..

La cosa che ho preferito è stata perdermi negli Horti Leonini, giardini rinascimentali nel centro del borgo che creano un contrasto affascinante con le rovine della Torre del Cassero, che svetta ancora orgogliosa nonostante i segni del tempo. Se vi trovate qui in inverno, a pochi chilometri ci sono le terme di Bagno Vignoni.
 

Il mio consiglio gourmet: se siete a San Quirico per pranzo o cena, c’è un posto che amo particolarmente e che è segnalato anche dalla Guida Michelin: la Trattoria Toscana al Vecchio Forno. È uno dei miei ristoranti preferiti in assoluto in zona; l’atmosfera è accogliente e i piatti raccontano il territorio con un’eleganza rara.

SE VI INTERESSA CONOSCERE MEGLIO QUESTO BORGO TROVATE IL MIO MATERIALE IN QUESTI LINK:
 
🎬 Reel Instagram: San Quirico d’Orcia.
📸 Foto Pinterest: San Quirico d’Orcia.
🖼️ Clip Pinterest: San Quirico d’Orcia short movie.
 
Horti Leonini a San Quirico d'Orcia, tra i borghi della Val d'Orcia classica.
Le geometrie degli Horti Leonini a San Quirico d'Orcia. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a febbraio. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.
Parrocchia dei Santi Quirico e Giulietta a San Quirico d'Orcia, uno dei borghi della Val d'Orcia classica.
Parrocchia dei Santi Quirico e Giulietta a San Quirico d'Orcia. Foto autentica - Samantha Travel Designer.

VIDEO-RACCONTO SUL MIO CANALE THREADS CHE TI MOSTRA E SPIEGA GLI HORTI LEONINI. CLICCA QUI.

Gli Horti Leonini

Cos’è: è un raro e splendido esempio di giardino all’italiana realizzato intorno al 1581 da Diomede Leoni. A differenza di molti giardini rinascimentali, non è nato come parco privato di una villa, ma come spazio pubblico destinato ad accogliere i viandanti e i pellegrini che percorrevano la Via Francigena.

Dove si trova esattamente: si trova nel cuore del centro storico di San Quirico d’Orcia, racchiuso tra le mura medievali e la piazza principale.

Come raggiungerlo: si accede da un grande portale situato tra la Piazza della Libertà e la Collegiata. Una volta varcato l’ingresso, il giardino si apre in tutta la sua geometria.

Accesso: è un bene pubblico gestito dal Comune.  L’accesso è libero e gratuito durante gli orari di apertura.

Orari di apertura: Solitamente è aperto dalle 08:00 fino al tramonto (gli orari possono variare leggermente tra estate e inverno).

Accessibilità: la parte bassa è pianeggiante e sicura. La parte alta, che porta ai resti della torre, presenta una scalinata in pietra che può essere scivolosa se umida. Attrezzatura: scarpe comode.

Cosa osservare: 

  • La Geometria a Rombo: osserva il disegno delle siepi di bosso. Formano un rombo perfetto con al centro la statua di Cosimo III de’ Medici (realizzata nel 1688). È un simbolo di ordine che domina la natura.
  • Giano Bifronte: al confine tra il giardino curato (italiano) e il bosco selvaggio (inglese), si trova una testa di Giano Bifronte. Simboleggia il passaggio tra il mondo “ordinato” dell’uomo e quello selvaggio della natura.
  • La Torre del Cassero: salendo verso la parte alta (il bosco di lecci), incontrerai i resti dell’antica torre medievale distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale (1944). È il punto dove la storia militare del borgo incontra la bellezza del giardino.
  • Il Simbolismo: Diomede Leoni ricevette il terreno in dono da Francesco I de’ Medici e lo progettò per dimostrare come l’arte potesse “educare” la natura.

IL GIARDINO DELLE ROSE

Dalla parte sinistra degli Horti Leonini si accede direttamente al Giardino delle Rose, un angolo intimo nato negli anni ’90 a ridosso della pieve romanica di Santa Maria Assunta. Anticamente quest’area era la “Platea Leonina”, uno spazio aperto che completava il sistema degli orti medievali del borgo.

Il consiglio da Insider: visitatelo assolutamente tra maggio e giugno; è l’unico momento in cui potrete ammirarlo nel pieno della fioritura, quando il profumo delle rose e il contrasto con la pietra antica rendono l’atmosfera magica.

Il Parco dei Mulini a Bagno Vignoni uno dei borghi della Val d'Orcia classica.
I resti del Parco dei Mulini a Bagno Vignoni. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a Aprile. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.

Bagno Vignoni: le terme tra vapore e nebbia

Bagno Vignoni non è un borgo qualunque: la sua storia è legata indissolubilmente alle sorgenti termali già note agli Etruschi e poi ai Romani. Nel Medioevo divenne una tappa fondamentale della Via Francigena, offrendo ristoro a pellegrini e illustri personaggi come Lorenzo il Magnifico e Caterina da Siena. Al posto della classica piazza in pietra, qui batte un cuore d’acqua: una vasca del XVI secolo che raccoglie le sorgenti calde vulcaniche che risalgono dalle profondità del suolo.
 
 Le bugie che si raccontano: la verità sulla temperatura
Si legge spesso che a Bagno Vignoni si possa fare un bagno bollente all’aperto anche in pieno inverno. La realtà è diversa ed è bene conoscerla per non restare delusi:
  • Alla Sorgente (Sotto la piazza): l’acqua esce effettivamente dalla terra a circa 49-51°C. È caldissima, ma quella temperatura rimane nel sottosuolo.
  • Ai Gorelli (canali): l’acqua mantiene un buon calore vicino alla fuoriuscita.
  • Nella Vasca Grande (La Piazza): appena l’acqua riempie la piazza, il contatto con l’aria e la vastità della superficie la fanno scendere immediatamente di temperatura. Nella celebre vasca cinquecentesca è assolutamente vietato  fare il bagno.
  • Nei Canaletti e nelle Pozze libere: per arrivare al Parco dei Mulini o alle pozze libere in fondo alla scarpata, l’acqua deve percorrere decine di metri all’aperto scorrendo sulla roccia. Questo tragitto le fa perdere tantissimo calore: ecco perché nelle pozze la sentirete solo tiepida (25-28°C). In inverno, questo non basta per un bagno caldo integrale, ma è perfetto per un pediluvio rigenerante.

Dove si fa il bagno davvero:  per godersi il bagno termale caldo, senza battere i denti, l’unica opzione sono le piscine degli hotel (come il Posta Marcucci o le Terme di Santa Caterina) che attingono direttamente dalla sorgente e mantengono il calore costante nelle vasche private (36°C e i 39°C).

La vasca grande che si trova nella piazza centrale di Bagno Vignoni.
Vasca grande in Piazza centrale a Bagno Vignoni. I resti del Parco dei Mulini a Bagno Vignoni. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a Aprile. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.
Da non perdere:
 
  • I sentieri di trekking: Bagno Vignoni è il fulcro di sentieri che si snodano verso Pienza e San Quirico. Il percorso più suggestivo è quello che parte dal Parco dei Mulini e costeggia il fiume Orcia: un cammino tra rocce calcaree e macchia mediterranea dove il rumore dell’acqua vi accompagnerà per chilometri. È perfetto per chi vuole scoprire il lato più selvaggio e meno battuto della valle.
  • Il panorama da Vignoni Alto: salite a piedi o in auto verso il borgo di Vignoni Alto. Da quassù la vista è “discreta” e sopraelevata: vedrete la piazza d’acqua incastonata tra i tetti e l’intera Val d’Orcia aprirsi davanti a voi. L’orario migliore è al tramonto, il Sole scende verso le colline e regala colori dorati perfetti per scatti fotografici. 
Volete fare un aperitivo a Vignoni Alto? Ci sono due stili diversi:

Lo stile “Insider” (Fai-da-te): Vignoni Alto è quasi deserto e molto silenzioso. Molti portano una bottiglia di vino e due calici per godersi il tramonto seduti sulle pietre o sulle panchine naturali davanti al panorama. È l’essenza della pace. Lo stile “Borgo”: essendo un borgo minuscolo e quasi disabitato, non troverai i classici locali da “movida”, ma c’è una chicca assoluta: il castello stesso e la sua locanda, un posto autentico, con pochi tavolini all’aperto incastonati tra le mura medievali e le pietre antiche.

Consiglio da Insider: nonostante il borgo sia piccolo, i parcheggi non mancano, ma se volete usufruire di quello gratuito comunale dovete venire presto. Io ci sono stata a metà aprile e sono arrivata alle 11:30, ho trovato giusto un solo posto libero. Lo trovate facilmente perché è il primo a destra appena si arriva.

Già ad aprile il Sole può essere molto caldo in questa zona; per questo sconsiglio di venirci in estate, a meno che non vogliate ritrovarvi tra la folla e patire l’afa soffocante della valle, stare ore a cercare parcheggio e fare il bagno insieme a mille persone. Ricordatevi inoltre di portare sempre con voi una bottiglietta d’acqua: nonostante intorno alla vasca ci siano molti ristoranti e bar, i prezzi per l’acqua da asporto possono essere eccessivi. Arrivare preparati vi permetterà di godervi il silenzio dei sentieri senza spiacevoli sorprese.

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Il Parco dei Mulini.
Borghi classici della Val d'Orcia e segreti da insider scattata ad aprile. Foto autentica, no IA, no ritocchi. © 2026 Samantha Travel Designer. Diritti riservati.
Le pozze termali libere del Parco dei Mulini a Bagno Vignoni, uno dei borghi della Val d'Orcia classica. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a Aprile. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.

Cos’è: un capolavoro di ingegneria del XII secolo unico al mondo. La sua particolarità era sfruttare il flusso costante della sorgente termale per far girare le macine tutto l’anno, senza mai fermarsi durante le secche estive dei fiumi normali.

Cosa osservare:
  • I resti delle strutture: camminerai tra le mura dei quattro mulini medievali (chiamati di sopra, di mezzo, da piedi e della buca) costruiti a ridosso della scarpata.
  • I canali nel calcare: osserva i solchi profondi scavati direttamente nella roccia calcarea che portano ancora oggi l’acqua tiepida verso la valle.
  • Il sistema a caduta: nota come i mulini siano posizionati uno sotto l’altro per sfruttare al massimo la forza di caduta dell’acqua termale.
Info Pratiche:
  • Accesso: il sentiero parte proprio sotto la Piazza delle Sorgenti. È un’area pubblica, aperta 24 ore su 24 e completamente gratuita.
  • Attrezzatura: il sentiero è sterrato e in pendenza. Consiglio scarpe con una buona suola, specialmente se vuoi scendere fino alle pozze libere in fondo.
  • Curiosità: questo sistema ha garantito la farina a tutta la zona per secoli, rendendo Bagno Vignoni un centro economico strategico oltre che termale.

“Questi sono i borghi che hanno costruito le radici profonde della Val d’Orcia; visitarli significa ascoltare il respiro di una terra che sa essere maestosa, specialmente in bassa stagione. Sarà che sono Toscana, sarà che ne sono innamorata, ma per me questo è un luogo adatto ad essere esplorato tutti i mesi dell’anno, anche se l’inverno resta il mio periodo preferito.”

Spedaletto: il borgo-castello sulla SP53

Lungo la strada che unisce Pienza a Bagno Vignoni, il profilo merlato del Castello di Spedaletto cattura immediatamente lo sguardo. Non è un borgo nel senso classico del termine, ma una “grancia”: una fattoria fortificata nata nel XII secolo per volere dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. La sua funzione era duplice: proteggere le immense riserve di grano della valle e offrire rifugio e cure ai viandanti che percorrevano la Via Francigena. Varcando il suo portone merlato, si entra in un cortile che sembra essersi fermato al Medioevo. La particolarità di questo luogo è la Chiesa di San Niccolò, situata proprio a ridosso delle mura, che conserva un portale decorato e tracce di affreschi trecenteschi. Un dettaglio che pochi notano sono i fori nelle mura, testimonianza delle antiche feritoie da cui i soldati sorvegliavano i preziosi raccolti.

Cosa è diventato oggi
Oggi il Castello di Spedaletto ha mantenuto intatta la sua anima di accoglienza, ma in chiave moderna. La struttura ospita un agriturismo d’eccellenza e un mulino che produce farine di grani antichi biologici della Val d’Orcia, macinate a pietra. È l’esempio perfetto di come un’architettura militare medievale possa trasformarsi in un centro di valorizzazione dei prodotti del territorio.

Il borgo-castello di Spedaletto - Pienza.
Il Borgo-Castello di Spedaletto - Pienza. © 2026 Samantha Travel Designer Foto autentica scattata a gennaio. No IA, no ritocchi. Diritti riservati.
Orari di visita e Prezzi
  • Orari: Il cortile interno e la Chiesa di San Niccolò sono generalmente accessibili durante le ore diurne (indicativamente dalle 09:00 alle 19:00). Trattandosi anche di una struttura ricettiva, è fondamentale mantenere il massimo silenzio.
  • Prezzi: L’accesso al cortile e alla chiesa è gratuito.
Il consiglio da Insider: Se siete appassionati di fotografia, fermatevi qui nell’ora d’oro. Il rosso dei mattoni senesi del castello, colpito dalla luce calda del tramonto, crea un contrasto magnetico con il verde o l’oro dei campi circostanti.

Il mio Regalo per te: un itinerario d'Autore per il tuo week-end in Val d'Orcia

Ho strutturato per te un itinerario ideale per un fine settimana, progettato per non farti perdere nulla e farti vivere l’anima più autentica della valle.

Dove dormire: 3 Regole d’Oro per scegliere la struttura ideale:

    1. Scegli il silenzio della campagna: Non chiuderti dentro i borghi. Cerca un agriturismo o un podere immerso tra i colli; svegliarsi con la nebbia che si dirada sui cipressi è l’essenza stessa di questo viaggio.
    2. Cerca l’Esperienza, non solo il letto: Seleziona strutture che offrano valore aggiunto. Un corso per imparare a fare i pici, una degustazione di pecorino a km zero o il noleggio di e-bike per esplorare le strade bianche senza lo stress dell’auto.
    3. Il tempo è il tuo miglior alleato: La Val d’Orcia è una delle mete più desiderate al mondo. Per trovare il podere dei tuoi sogni con il miglior rapporto qualità-prezzo, prenota con almeno 2 o 3 mesi di anticipo, specialmente per i soggiorni primaverili o autunnali.
    4. Usa la mia Mappa: Dormi in una struttura che rientra nella mappa che trovi a inizio pagina. Ho selezionato posizioni strategiche che vi faciliteranno enormi spostamenti, permettendovi di seguire l’itinerario in modo fluido e senza stress.

Cosa mettere in valigia:

Indipendentemente dal fatto che siate una coppia in cerca di romanticismo o avventurieri solitari, il segreto per godersi la Val d’Orcia è la comodità.
  • Scarpe giuste: Inserite in valigia un paio di scarpe da ginnastica con un buon grip o da trekking leggero. Non potete rischiare di rinunciare a un sentiero panoramico o a un’escursione tra i calanchi solo perché avete le scarpe sbagliate. L’argilla della valle sa essere tanto bella quanto scivolosa!
  • Il Kit da Picnic: Questo è il mio consiglio più sentito. Portate con voi un telo o un set da picnic. Vi permetterà di fuggire dalla routine dei ristoranti e di gustare i tesori acquistati nelle botteghe alimentari dei borghi — come il pecorino di Pienza o i salumi di cinta senese — direttamente “sul campo”, magari sdraiati davanti a un tramonto indimenticabile.

Quando andare: scegliere la "tua" Val d'Orcia:

La valle cambia d’abito ogni mese, ecco le finestre temporali che vi consiglio per vivere l’esperienza migliore:

  • La Rinascita (Marzo – Aprile): è l’inizio dell’alta stagione ed è il momento del “verde Val d’Orcia”, quel colore quasi irreale che vedi nelle cartoline. Le giornate si allungano, i campi sono in fiore e le temperature sono perfette per camminare tra i borghi o pedalare in e-bike senza il caldo soffocante dell’estate.
  • L’Oro dell’Autunno (Fine Settembre – Metà Ottobre): se preferite i toni caldi, la terra bruciata e le vigne che diventano rosse, questo è il vostro momento. Il clima è ancora dolcissimo e l’aria è limpida, ideale per la fotografia di paesaggio.
  • L’Atmosfera Intima (Dicembre): non sottovalutate l’inverno. Il clima natalizio nei borghi come Pienza o San Quirico è magico: meno folla, il profumo dei camini accesi e quella nebbia mattutina che rende tutto sospeso nel tempo. Un’esperienza diversa, molto più lenta e introspettiva.

E adesso, mettiamoci in strada: l'Itinerario

Ho disegnato per voi un percorso che massimizza ogni minuto. Ho ipotizzato un weekend con una notte fuori (anche se, credetemi, due notti sarebbero l’ideale per staccare davvero la spina).
 
Il segreto del Travel Designer: Partite molto presto.
Considerando che i check-in negli agriturismi sono solitamente dopo le 15:00, muovervi all’alba vi regalerà un’intera mattinata di libertà. Se venite da lontano, questo “anticipo” vi permetterà di inserire delle tappe relax lungo il percorso senza l’ansia di dover correre verso la struttura. Inizierete la vostra vacanza nel momento stesso in cui accenderete il motore. Nell’attesa del vostro check-in potrete iniziare ad esplorare lentamente la zona.

WEEK-END DI MARZO-APRILE.

📍 Punto di arrivo: La Cappella della Madonna di Vitaleta

Cappella della Madonna di Vitaleta, foto autentica No AI No Ritocchi scattata da Samantha Travel Designer - Diritti Riservati
Cappella della Madonna di Vitaleta, foto autentica No AI No Ritocchi scattata da Samantha Travel Designer - Diritti Riservati

Sarete stanchi del viaggio in macchina, quindi, mentre aspettate l’orario del check-in, vi porto subito nel cuore pulsante della valle. Invece di chiudervi in un borgo, vi consiglio di percorrere la strada bianca che conduce alla Cappella di Vitaleta. Offre scorci panoramici così intensi che sono sicura vi fermerete più volte a fotografare prima ancora di raggiungerla.

  • Il consiglio tecnico: Esistono due ingressi, ma io vi suggerisco di imboccare la strada dalla SP146 esattamente in questo punto: 43.081871, 11.645937.
  • Logistica: Percorrerete un breve tratto sterrato in auto, poi dovrete parcheggiare e godervi una piacevole passeggiata a piedi per raggiungere la chiesetta.
  • Sosta Pranzo: Se la fame inizia a farsi sentire, non temete. Potete optare per un tavolo al ristorante Vitaleta Gourmet (mi raccomando: in Val d’Orcia si prenota sempre tutto in anticipo!), oppure è il momento perfetto per inaugurare il vostro Kit da Picnic davanti a uno dei panorami più famosi al mondo.
  • Il tocco d’Autore per il rientro: Una volta terminata la visita alla Cappella, non tornate indietro dalla stessa strada! Vi consiglio di continuare a percorrere la strada bianca fino in fondo. Completare il percorso invece di fare inversione vi permetterà di scoprire prospettive nuove e panorami diversi che la maggior parte dei turisti si perde tornando frettolosamente sulla statale. Lasciate che la polvere della strada bianca vi accompagni ancora per qualche chilometro: ne varrà la pena.
Cappella della Madonna di Vitaleta, foto autentica No AI No Ritocchi scattata da Samantha Travel Designer - Diritti Riservati
Cappella della Madonna di Vitaleta, foto autentica No AI No Ritocchi scattata da Samantha Travel Designer - Diritti Riservati

🏨 Check-in e Relax: sistemazione in hotel

A questo punto, è ora di prendere possesso del vostro rifugio. Ovunque abbiate scelto di prenotare tra le strutture selezionate all’interno della mia mappa, sarete comunque a pochi minuti dalla Cappella di Vitaleta.
Questo è il momento perfetto per sistemarvi, posare le valigie e rinfrescarvi. Godetevi il silenzio della struttura e ricaricate le batterie.
 
🏰 Il Pomeriggio: Pienza, la “Città Ideale”
 
Indipendentemente dal fatto che siate una coppia in cerca di romanticismo, fotografi a caccia dello scatto perfetto o semplici avventurieri, una visita a Pienza è doverosa. È il gioiello del Rinascimento e il cuore pulsante della valle.
 
Il consiglio logistico sui parcheggi:
I parcheggi circondano il borgo, ma molti sono a pagamento e si riempiono in fretta. Il mio suggerimento è di iniziare dalla Pieve di Corsignano: a volte si trova posto lungo la strada che porta lì, leggermente decentrata ma molto suggestiva.
 
Il percorso consigliato:
  1. La Pieve e i Campi Elisi: Prima di salire in paese, fermatevi alla Pieve di Corsignano. Affacciatevi subito a sinistra per ammirare i celebri Campi Elisi: un panorama che sembra dipinto e che vi lascerà senza fiato.
  2. Palazzo Piccolomini: Entrate nel borgo e dirigetevi verso Palazzo Piccolomini prima della chiusura. Qui potrete ammirare lo splendido giardino pensile e il panorama che ha ispirato Papa Pio II nel realizzare la sua “città ideale”.
  3. Esplorazione e Scatti: Esplorate le viuzze dai nomi evocativi (Via dell’Amore, Via del Bacio) e cercate gli scorci più nascosti tra i vicoli in pietra.
  4. Il Gran Finale: Assicuratevi di trovarvi su Via del Casello per l’ora del tramonto. È la passeggiata panoramica che costeggia le mura: vedere il Sole calare sulla Val d’Orcia da qui è un’esperienza che porterete nel cuore per sempre.
🍷 Sabato Sera: Sapori Locali e Cielo Stellato
 
Dopo aver vissuto l’emozione del tramonto sulle mura di Pienza, è tempo di rientrare nel vostro rifugio.
 
La Cena in Podere:
Per la serata, il mio consiglio è di cenare nel podere o agriturismo che avete scelto. Lasciatevi coccolare dai padroni di casa e dai sapori della cucina tipica: godetevi la genuinità dei prodotti della tenuta e fatevi intrattenere dai racconti dei locali. È in questi momenti di convivialità che si percepisce la vera anima della Val d’Orcia.
 
Il finale perfetto:
Dopo cena, non chiudetevi subito in camera. Concedetevi una passeggiata nei dintorni della struttura. Il silenzio della valle di notte è quasi magico e, lontano dalle luci delle città, il cielo stellato sopra le colline vi regalerà uno spettacolo incredibile. È il modo migliore per riconnettersi con la natura prima di lasciarsi cullare dal riposo della campagna.
 
☀️ Domenica Mattina: Esperienze in Podere
Non abbiate fretta di andarvene. Il risveglio in Val d’Orcia, con la luce che accarezza i colli, è un momento prezioso che va gustato con lentezza.
 
Prima del Check-out (solitamente intorno alle 11:00):
Sfruttate le ore del mattino per usufruire di una delle esperienze offerte dalla vostra struttura. Che si tratti di un “corso accelerato” per imparare l’arte di fare i pici a mano o di una piccola gita in e-bike nei dintorni del podere per respirare l’aria frizzante della campagna, ne varrà la pena.
 
Il trucco d’Autore:
Queste attività vanno prenotate obbligatoriamente prima di partire. Non aspettate di essere sul posto: assicuratevi il vostro posto nell’agenda dei proprietari già al momento della prenotazione della camera, così da avere un programma fluido e senza delusioni.
Parco dei Mulini a Bagno Vignoni. Foto autentica, scattata ad aprile da Samantha Travel Designer. No AI No Ritocchi - Diritti Riservati.
Parco dei Mulini a Bagno Vignoni. Foto autentica, scattata ad aprile da Samantha Travel Designer. No AI No Ritocchi - Diritti Riservati.
💧 Domenica Pomeriggio: Le Acque di Bagno Vignoni
 
Dopo il check-out, dirigetevi verso Bagno Vignoni, un borgo unico al mondo dove la piazza principale è un’enorme vasca termale fumante.
  • Logistica e Pranzo: Troverete un comodo parcheggio comunale gratuito all’ingresso del borgo, ecco le coordinate 43.028715, 11.624199. Per il pranzo, avrete l’imbarazzo della scelta: potete accomodarvi in uno dei tipici ristoranti che si affacciano sulla vasca o nelle viuzze laterali, oppure, se preferite la libertà, il vostro Kit da Picnic sarà perfetto per una sosta nel verde del Parco dei Mulini.
  • Relax Termale: Se visitate la valle nelle ore più calde e vi sentite avventurieri, potete scendere lungo il sentiero del Parco dei Mulini per un bagno nelle vasche naturali all’aperto 43.026141, 11.619478 . Tenete presente che l’acqua qui è tiepida e piacevole, non bollente.
  • Il consiglio Pro: Se preferite un’esperienza più confortevole, vi suggerisco di usufruire delle strutture termali private del borgo. Oltre al piacere delle piscine, avrete a disposizione spogliatoi e docce per rinfrescarvi e cambiarvi comodamente prima di proseguire il viaggio. Altrimenti ci sono diversi sentieri di trekking, quello più interessante vi porta a Vignoni Alto: si tratta di un percorso di circa 2,5 km (sola andata) con un dislivello positivo di circa 180 metri. La pendenza è costante ma abbastanza accentuata in alcuni tratti, quindi calcolate circa 40-50 minuti per la salita. La fatica sarà ampiamente ripagata: una volta arrivati nel borgo medievale di Vignoni Alto, il tempo sembrerà essersi fermato e avrete una delle viste più spettacolari dell’intera valle.
🌳 L’Ultimo Saluto: Giganti della Natura e Borghi Incantati
Se avete ancora un po’ di tempo prima di riprendere la strada verso casa, vi consiglio due soste rapide ma capaci di lasciarvi un ricordo indelebile.
 
Il Castello di Spedaletto 43.032016, 11.667283
A pochissimi chilometri, fate un salto al piccolo borgo fortificato di Spedaletto. È un antico “spedale” (un luogo di sosta e accoglienza) medievale lungo la Via Francigena. Passeggiare nel suo cortile, con la chiesetta adiacente e le mura intatte, vi farà sentire per un attimo ancora dentro una fiaba medievale. È il luogo ideale per le ultime foto e per respirare quell’atmosfera di pace che solo la Val d’Orcia sa regalare.
 
La Quercia delle Checche 43.023721, 11.720947
Lungo la strada che da Bagno Vignoni porta verso Radicofani, fermatevi a salutare la Quercia delle Checche. È un albero monumentale con oltre 370 anni di storia, il primo “Monumento Verde” d’Italia. Abbracciare con lo sguardo le sue enormi fronde è un modo potente per connettersi con la forza della terra toscana prima di partire.
 
La Quercia dele Checche sulla SP53 in Val d'Orcia. Foto di Samantha Travel Designer. Diritti Riservati.
La Quercia delle Checche sulla SP53. Foto autentica, No AI No Ritocchi, Samantha Travel Designer - Diritti Riservati.
🛣️ Verso casa, con gli occhi pieni di bellezza
 
Dalla Quercia delle Checche, invece di tornare indietro verso la statale principale, vi consiglio di proseguire in direzione Chianciano Terme. Questa è la strada più intelligente e panoramica per chi deve riprendere l’autostrada (A1, uscita Chiusi-Chianciano).
  • La Foce e i tornanti iconici: Percorrendo questa via, attraverserete la zona de La Foce. Tenete gli occhi aperti perché qui si trova uno dei panorami più famosi al mondo: la celebre strada a curve costeggiata dai cipressi, quella che compare in ogni guida della Toscana.
  • L’ultimo scatto: Troverete dei punti panoramici dove accostare in sicurezza. È il luogo ideale per l’ultimo saluto alla Val d’Orcia, ammirando dall’alto l’intreccio perfetto tra il disegno dell’uomo e la natura.
Da qui, in circa 15-20 minuti, raggiungerete comodamente il casello autostradale di Chiusi-Chianciano, pronti per il viaggio di rientro con il cuore colmo di meraviglia.

Ti piacerebbe che aggiungessi anche la versione per un weekend di Ottobre? Lascia un commento qui sotto e fammelo sapere! Se sarete in tanti, pubblicherò anche la seconda parte di questa guida d’autore.

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