Toscana | I paesaggi della Val d’Orcia: quattro anime nello stesso cuore

Avete presente quelle colline perfette che sembrano dipinte? Quel paesaggio si trova nel cuore della Toscana. La Val d’Orcia è esattamente questo: colline ondulate, filari di cipressi che sembrano pennellate sul cielo, borghi medievali e strade panoramiche che hanno reso questo angolo di Toscana uno dei più fotografati d’Italia. Un territorio che ha ispirato pittori e poeti, un luogo che, a tratti, sembra uscito da un quadro del Rinascimento.
Se hai visto questi scenari in un reel, in un documentario o in una fotografia e ti stai chiedendo dove si trovino davvero, sei nel posto giusto.
Dove la natura e l'uomo si incontrano nasce una valle maestosa e surreale.
INDICE DEGLI ARGOMENTI
I paesaggi della Val d’Orcia: dove sono e come raggiungerli
Qual è il modo migliore per esplorare il territorio?
quattro anime nello stesso cuore: guida ai paesaggi collinari
Altre aree meno conosciute
I paesaggi della Val d'Orcia: dove sono e come raggiungerli
La Val d’Orcia si trova nella Toscana meridionale, precisamente nella provincia di Siena, a circa 50 km a sud dalla città. Questa celebre valle è delimitata a nord dalle colline argillose delle Crete Senesi e a sud dal profilo vulcanico del Monte Amiata. A est confina con bellissima Val di Chiana, con la quale viene spesso confusa in alcuni tratti; mentre, a ovest, sfiora brevemente il perimetro con la Maremma.
Il suo nome deriva dal fiume Orcia, che la attraversa da secoli. Nel corso dei millenni, questa valle ha sviluppato paesaggi molto diversi tra loro, modellati dall’erosione naturale e dall’intervento dell’uomo. Dai punti iconici attorno a Pienza e San Quirico d’Orcia fino alle terre più selvagge di Radicofani, è proprio questa varietà a renderla così affascinante.
Questo territorio eccezionale è stato inserito nel 2004 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO come esempio perfetto di connubio tra estetica rinascimentale e attività agricola. Qui di seguito troverete il modo migliore per raggiungere le aree della Val d’Orcia a seconda del paesaggio che vi interessa visitare.
Come raggiungere la Val d'Orcia da altre regioni d'Italia
IN AUTO O MOTO (scelta consigliata per esplorare strade panoramiche e punti più isolati)
DA NORD
- Autostrada A1 (da Milano, Bologna, Firenze): percorri la A1 in direzione Roma e prendi l’uscita Valdichiana / Bettolle. Da lì, segui le indicazioni per Torrita di Siena e Pienza per entrare nel cuore della Val d’Orcia classica.
- Superstrada Firenze-Siena: in alternativa, puoi prendere la superstrada da Firenze, uscire a Siena sud e imboccare la Via Cassia (SR2) verso sud in direzione Buonconvento. Una volta arrivato nei pressi di Torrenieri sarai già in Val d’Orcia: da qui da puoi proseguire dritto per San Quirico d’Orcia per arrivare alla Val d’Orcia classica, oppure svoltare verso Montalcino per scoprire la Val d’Orcia del vino. Ti consiglio questa percorso soprattutto se la tua destinazione finale è quest’ultima anima o se vuoi godere di bellissimi panorami.
DA SUD
- Autostrada A1 (da Roma, Napoli): prendi la A1 in direzione Firenze ed esci al casello di Chiusi / Chianciano Terme. Imbocca la SS146 fino a Chianciano Terme: da qui puoi scegliere se salire a nord verso Montepulciano e proseguire per Pienza, oppure scendere verso La Foce e Campiglia d’Orcia per raggiungere la Val d’Orcia selvaggia.
- Autostrada A1 (da Roma, Napoli): prendi sempre la A1 in direzione Firenze ed esci al casello Chiusi / Chianciano Terme, ma segui le indicazioni per Sarteano e poi per Radicofani, raggiungerai in questo modo la Val d’Orcia primordiale.
IN TRENO
La Val d’Orcia non ha binari attivi per i treni di linea tradizionali, ad eccezione per i treni storici ed eventi del “Treno Natura” che viaggiano su antichi binari e sono chiusi al traffico ordinario. Per raggiungerla dovrai scendere nelle stazioni limitrofe e proseguire col taxi o col bus e accontentarsi di esplorarla a piedi. Per organizzare un viaggio di questo tipo è necessario controllare in anticipo l’orario dei bus, perché talvolta, soprattutto nei giorni, sono meno frequenti o del tutto assenti.
Stazioni di arrivo consigliate:
- Stazione di Buonconvento: la porta d’accesso principale per la Val d’Orcia classica e del vino. È la stazione ferroviaria più vicina a San Quirico d’Orcia e Montalcino, collegata con i bus regionali.
- Stazione di Chiusi-Chianciano Terme: la scelta ideale per chi arriva da sud (Roma/Napoli) o per raggiungere la Val d’Orcia selvaggia e primordiale (Campiglia d’Orcia, Radicofani e l’area di Pienza).
- Stazione di Siena: adatta a chi arriva da nord e preferisce prendere direttamente un bus extraurbano diretto verso il cuore della valle senza fare il cambio treno.
IN AUTOBUS
DA NORD (Punto di partenza principale: Siena)
- Linea 112 (Siena – Buonconvento – San Quirico – Pienza – Montepulciano): è la linea extraurbana principale. Parte dalla stazione o dal centro di Siena e attraversa tutta la Val d’Orcia classica. È ideale se vuoi scendere a Buonconvento, Torrenieri, San Quirico d’Orcia o Pienza.
- Linea 114 (Siena – Montalcino): questa linea parte da Siena e punta direttamente verso la Val d’Orcia del vino, portandoti nel borgo di Montalcino.
DA SUD (Punto di partenza principale: Stazione di Chiusi-Chianciano Terme)
- Linea FT4 (Chiusi – Chianciano Terme – Montepulciano): scendendo dal treno a Chiusi, puoi prendere questa linea per raggiungere Montepulciano. Da lì, puoi effettuare il cambio con la linea 112 per entrare in Val d’Orcia in direzione Pienza e San Quirico d’Orcia.
- Linea FT5 (Chiusi – Sarteano): utile per avvicinarsi alla Val d’Orcia primordiale. Ti permette di raggiungere Sarteano, da cui partono i collegamenti locali verso Radicofani.
Nota tecnica: i bus non passano con frequenza metropolitana; le corse principali hanno intervalli di 3-4 ore. Molte di queste linee riducono drasticamente le corse nei giorni festivi o non viaggiano la domenica. È fondamentale consultare gli orari in tempo reale sulla app at bus di Autolinee Toscana. Gli autobus ti permetteranno di raggiungere i borghi, ma non sempre i punti panoramici più iconici; tuttavia molti si raggiungono facilmente a piedi o tramite passeggiate trekking, come i Campi Elisi a Pienza.
VI VOGLIO SMONTARE UN FALSO MITO TURISTICO
Se sei un viaggiatore che ama utilizzare solo i mezzi pubblici, per esperienza personale ti posso dire che è fattibile con una buona organizzazione. Molti borghi e attrazioni principali della valle sono collegati tra loro da strade bianche sicure, sentieri CAI e percorsi storici ben segnalati. Vi dedicherò un articolo nelle prossime settimane.
Come raggiungere la Val d'Orcia se atterri in Italia
Per un turista che atterra in Italia, la combinazione che viene quasi sempre suggerita è Volo + Noleggio Auto (Fly & Drive) direttamente in aeroporto, ma non è l’unica strada possibile. Dipende tutto dal tipo di viaggio che hai in mente: se vuoi muoverti liberamente tra borghi e punti panoramici più isolati, l’auto resta la soluzione più pratica; se invece ami lo slow travel o sei interessato a una precisa zona, puoi tranquillamente organizzarti anche con treni, transfer privati e camminate.
GLI SCALI DI RIFERIMENTO:
- Ideale per: chi arriva con voli di linea europei (es. Air France, Lufthansa, ITA).
- In auto: ritirata l’auto a noleggio in aeroporto, prendi l’Autostrada A1 al casello di Firenze Nord in direzione Roma ed esci al casello Valdichiana / Bettolle.
- Distanza dalla Val d’Orcia: circa 1 ora e 30 / 2 ore di auto.
- Alternativa senza auto: dall’aeroporto puoi prendere la Tramvia T2 fino alla stazione Firenze SMN. Da lì, puoi proseguire in treno verso Buonconvento o Chiusi/Chianciano Terme, a seconda della zona che vuoi raggiungere. Questa soluzione è ideale solo se viaggi con zaino in spalla, ma molto meno pratica se hai più bagagli.
- Ideale per: chi vola con compagnie low cost da tutta Europa.
- In Auto: presa l’auto a noleggio, percorri la superstrada Fi-Pi-Li (Firenze-Pisa-Livorno) fino a Firenze, poi immettiti sulla superstrada Firenze-Siena e segui la Via Cassia.
- Distanza dalla Val d’Orcia: 2 ore e 30 / 2 ore e 45 di auto.
- Alternativa senza auto: usufruisci della navetta aeroportuale Pisa Mover fino alla stazione di Pisa Centrale, poi prosegui in treno regionale con cambio verso Buonconvento o Chiusi.
- Ideale per: chi ha pianificato di fare un viaggio itinerante in Italia, con più tappe oltre la Val d’Orcia.
- Noleggio auto: nonostante l’aeroporto di Fiumicino sia ben collegato, guidare e prendere il Grande Raccordo Anulare (GRA), NON È UNA PASSEGGIATA. Da Travel Designer vi consiglio questo aeroporto solo se avete in mente di visitare più tappe in Italia e quindi la Val d’Orcia è solo una delle tante. Altrimenti, tutto il gusto e la magia che vi aspettate di vivere una volta atterrati, rischia di essere ostacolato dal traffico romano, dalle ore di attesa per i bagagli e dallo stress di guidare senza capire come muoversi nel raccordo. Se decidi comunque di partire da qui, la strada da seguire è la A1 verso nord in direzione Firenze e uscire a Chiusi-Chianciano Terme. I tempi di guida non sono semplici da calcolare perché variano molto in base al traffico di Roma.
- Alternativa senza auto (più comoda da Roma): prendi il treno veloce Leonardo Express dall’aeroporto alla stazione di Roma Termini; da lì un sali su un treno che ferma a Chiusi-Chianciano Terme (sono circa 1 ora e 40 / 2 ore di treno) e poi prosegui con il taxi.
- Geograficamente è lo scalo più vicino in assoluto, ma gestisce pochissimi voli internazionali diretti (prevalentemente stagionali o charter). È utile solo se si trova una coincidenza specifica.
- Distanza: circa 1 ora e 10 di auto.
5. Aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi (BLQ) – Ottimo compromesso per voli europei
- Ideale per: chi arriva con compagnie low cost e voli di linea europei (Ryanair, Lufthansa, KLM, Air France, ITA).
- In auto: una volta ritirata l’auto a noleggio, imbocca l’Autostrada A1 in direzione Firenze/Roma e prosegui verso sud fino all’uscita Valdichiana / Bettolle oppure Chiusi-Chianciano Terme, a seconda della zona della Val d’Orcia che si vuole raggiungere.
- Distanza dalla Val d’Orcia: circa 2 ore e 30 / 3 ore di auto
- Quando conviene sceglierlo: è una valida alternativa se hai trovato tariffe aeree più economiche rispetto a Firenze o provieni dal Nord Europa. Comporta tempi di guida leggermente più lunghi, ma sicuramente più semplici rispetto a Roma.
PICCOLO CONSIGLIO DA TRAVE DESIGNER: se hai patente per la moto, viaggi con pochi bagagli e il tuo obiettivo sono panorami e libertà di movimento, valuta anche il noleggio di una moto invece dell’auto. In Val d’Orcia può rivelarsi una scelta persino migliore.
MA QUINDI LA VAL D’ORCIA SI RAGGIUNGE SOLO IN AUTO?
La risposta è no. Questo è quello che ti dicono all’estero perché è la soluzione commerciale più semplice, ma la domanda che un consulente di viaggio dovrebbero farti prima è: “Che tipo di viaggio vuoi fare?” “Quale esperienza vuoi vivere?”
L’auto è senza dubbio la scelta più comoda se vuoi vedere tanto in poco tempo, raggiungere facilmente i punti panoramici più isolati o visitare borghi lontani tra loro. Ma se cerchi una determinata zona, un’anima specifica della valle e non ti interessa esplorare l’intero territorio: l’auto non è necessaria.
Prima di noleggiare una macchina, che ha costi elevati, interrogatevi: cerca di capire cosa vuoi vedere, quanti giorni vuoi trascorrere in Val d’Orcia e quali attività vi piacerebbe fare. Solo dopo decidi se hai davvero bisogno delle quattro ruote.
Per tali motivi, in questo articolo, ti potrai orientare tra i paesaggi della Val d’Orcia e le sue anime, così da poter organizzare il vostro viaggio al meglio.
LE SOLUZIONI ALTERNATIVE (Treno + Trekking + Taxi): PER CHI NON VUOLE NOLEGGIARE UN’AUTO
- DA NORD RAGGIUNGI IL BORGO DI BUONCONVENTO IN TRENO E PROCEDI IN TAXI
Dall’Aeroporto di Firenze-Peretola (FLR) a Buonconvento
- Step 1 (Tramvia): appena sbarcati all’aeroporto, prendi la Linea T2 della Tramvia (attiva ogni 5 minuti) che porta direttamente alla stazione centrale di Firenze Santa Maria Novella in circa 20 minuti. Il costo del biglietto è di €1,80 circa.
- Step 2 (Treno Regionale): da Firenze SMN prendi un treno regionale di Trenitalia verso Siena, poi fai un cambio, dove sali sul trenino regionale della linea Siena-Chiusi che ferma a Buonconvento.
- Tempi e Costi: il viaggio totale in treno dura mediamente tra le 2h 15min e le 2h 50min. Il costo del biglietto ferroviario parte da circa €12,60 a tratta.
Dall’Aeroporto di Pisa-Galileo Galilei (PSA) a Buonconvento
- Step 1 (Pisa Mover): fuori dal terminal si sale sul Pisa Mover, la navetta veloce automatica che in soli 5 minuti collega l’aeroporto alla stazione di Pisa Centrale (costo €6,50 circa).
- Step 2 (Treno Regionale): da Pisa Centrale viaggia con i treni regionali di Trenitalia. Anche in questo caso è necessario effettuare un cambio alla stazione di Empoli o a Siena.
- Tempi e Costi: la tratta ferroviaria da Pisa a Buonconvento richiede in media 3 ore di viaggio. Il costo del biglietto si aggira sui €13,50 circa.
2. DA SUD RAGGIUNGI CHIUSI / CHIANCIANO TERME IN TRENO E PROCEDI IN TAXI
- Dalla stazione di Chiusi-Chianciano Terme a Chianciano Terme: una corsa breve di circa 12 km (20 minuti) ha un costo indicativo che oscilla tra €26 e €32.
- Dalla stazione di Chiusi-Chianciano Terme al cuore della Val d’Orcia (Pienza / San Quirico): la distanza sale a circa 30-35 km (45-55 minuti di auto). Il costo previsto per questa tratta è i tra €75 e €95 a corsa.
- Da Chianciano Terme borgo fino a Pienza: se da Chianciano vuoi raggiungere la “città ideale” a ridosso dei Campi Elisi, la corsa in taxi (circa 15 km) costa mediamente €35 – €45.
Qual è il modo migliore per esplorare il territorio
Non esiste un unico modo per esplorare la Val d’Orcia. Questa terra offre esperienze e paesaggi differenti: tutto dipende da cosa realmente stai cercando.
Ti interessa un viaggio trekking o in mountain bike? In Val d’Orcia ci sono un’infinità di sentieri che si estendono in tutta la valle; quelli più facili si trovano tra Pienza e San Quirico d’Orcia. Esplorarla in questo modo è una bellissima esperienza, perché ti permette di scoprire punti segreti o raggiungere paesaggi aperti, a seconda del percorso. Molti visitatori passano di qui proprio attraversando la Via Francigena.
Se invece sei interessato ai panorami o calanchi, il mio consiglio è la moto. Questo perché, da nord a sud e da est a ovest, la valle cambia volto e solo in questo modo puoi ammirarli. Inoltre è molto pratica, si parcheggia facilmente e ti fa saltare le code. Per esperienza personale posso dirti che ogni panorama trasmette emozioni differenti.
Piccola nota: non vi consiglio di fare ricerche su internet del tipo: “Qual è il più bel panorama della Val d’Orcia?” Perché in realtà dipende tutto da quale paesaggio ti piace. Molti ti risponderanno che si trova sotto Pienza, altri nel versante di Montalcino: sono tutti belli, ma il più bello è quello che ti arriva al cuore. Ad esempio, a me personalmente piace moltissimo la parte di Radicofani, che è molto diversa dalla classica e iconica Val d’Orcia conosciuta. Se vuoi, puoi leggere gli articoli che ho dedicato ad ogni anima della valle e cercare di capire quale vorresti visitare.
In alternativa, se non hai la pretesa di esplorare la valle per intero e non ti piace camminare, l’e-bike è un ottimo compromesso. Ti permette di raggiungere con tranquillità gli scorci più iconici percorrendo gli stessi sentieri di trekking; in più la Val d’Orcia offre percorsi dedicati proprio al mondo del ciclismo, che attraversano i campi e arrivano nei luoghi più intimi. Se vuoi conoscere i percorsi ufficiali, puoi consultare Val d’Orcia Outdoor, il portale con itinerari trekking e bike del territorio.
La soluzione più gettonata resta l’auto. Ovviamente, per chi non ha una moto, è spesso la scelta più immediata; ma secondo me, se vuoi avere una vacanza serena e senza stress, non è sempre il mezzo migliore, o almeno non lo è in alta stagione. Da ottobre a marzo, invece, diventa sicuramente l’opzione migliore.
Per finire, una proposta interessante, per chi viene in Italia e ha intenzione di visitare più città, è quella di concedersi direttamente un tour in mongolfiera. In questo modo, puoi avere una panoramica completa dall’alto, riducendo drasticamente i tuoi tempi se devi spostarti in altre città. Solitamente le partenze sono da Siena e il costo può essere intorno ai 250 / 300 € a persona, ma dipende dal tuo itinerario: considerando che per un giorno eviti l’auto, i parcheggi, la folla e lo stress, non è affatto un cattivo compromesso.
La Val d’Orcia offre tantissime possibilità, sta a voi capire quale esperienza cercate davvero. Se siete una famiglia con bambini, oppure è da un anno che aspettate le ferie; sicuramente l’ultima cosa che volete vivere è lo stress. In quel caso vi serviranno mezzi comodi per arrivare e il giusto punto dove alloggiare, tra borghi e panorami, che vi permetta di stare tranquilli e muovervi anche a piedi. Non è necessario fare le corse, stressarsi per l’auto e cercare di vedere il più possibile, perché altrimenti non sarebbe più una vacanza.
Quattro anime nello stesso cuore: guida ai paesaggi collinari
Esplorando la Val d’Orcia e osservando come il paesaggio cambia da una collina all’altra, ho identificato quattro anime territoriali differenti: ognuna con un carattere preciso. Queste colline cambiano volto nel giro di pochi chilometri, passando dalla perfezione rinascimentale della zona UNESCO, fino ai canyon selvaggi che scivolano verso la Maremma.
Per aiutarvi, ho creato queste schede pratiche per ogni tipologia di paesaggio, così comprenderete quale anima della Val d’Orcia vi piacerebbe visitare
La Val d'Orcia Classica: il cuore iconico UNESCO

Il paesaggio monumentale per eccellenza, dove le colline ondulate creano un’armonia geometrica perfetta tra l’opera dell’uomo, le colline d’argilla e i solidi altopiani di travertino.
È il volto iconico della valle, quello che probabilmente hai visto nei reel o nelle fotografie. Un territorio fatto di colline morbide, strade bianche panoramiche e filari di cipressi che sembrano le sentinelle del tempo.
Qui l’ambiente è stato modellato dalla mano dell’uomo e si è mantenuto intatto nei secoli. I borghi raccontano di arte e battaglie; passeggiando tra le viuzze si scopre che ogni scorcio nasconde un segreto.
Quest’anima della Val d’Orcia si trova nel cerchio formato da: San Quirico d’Orcia, Pienza, Monticchiello e Bagno Vignoni.
È la Val d’Orcia delle cartoline, quella che tutti immaginano e che ha reso famosa questa valle in tutto il mondo, diventando il cuore del Parco UNESCO.
Mappa, borghi e confini

Il classico paesaggio della Val d’Orcia, si trova all’interno dell’area che vedete in questa mappa.
Percorrendo questo anello toccherete i borghi principali e poi vi basterà addentrarvi nelle strade interne per ammirare luoghi come la Cappella della Madonna di Vitaleta, i calanchi, la Quercia delle Checche e il borgo-Castello di Spedaletto.
Sulla SP146, proseguendo a est di Pienza, si trova lo storico borgo di Monticchiello e il borgo-granaio di Castelluccio.
Un punto paesaggistico molto conosciuto e curioso è La Foce, molti non sanno che tecnicamente siamo nel comune di Chianciano Terme in Val di Chiana, ma geograficamente questo è uno dei balconi da cui ammirare la Val d’Orcia.
SCHEDA PRATICA:
- Borghi e Frazioni Interni: San Quirico d’Orcia , Pienza, Monticchiello , Bagno Vignoni , Vignoni Alto, Spedaletto, Castelluccio, Gallina, Contignano (piana inferiore).
- Località Confinanti: Montepulciano (frazione Sanguineto), Chianciano Terme, Sarteano (Frazione Castiglioncello del Trinoro), La Foce.
- Luoghi Simbolici: Cappella della Madonna di Vitaleta, la Collegiata di San Quirico d’Orcia, gli Horti Leonini, Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano.
- Parchi e Riserve: la Riserva di Lucciola Bella, un’area protetta di 1.148 ettari caratterizzata da calanchi, numerose specie di uccelli e una vegetazione unica in grado di prosperare nei terreni salini.
Vuoi ulteriori approfondimenti su questa parte della Val d’Orcia? Puoi consultare le seguenti sezione:
- I COMUNI DI PIENZA E SAN QUIRICO D’ORCIA: IL CUORE UNESCO DELLA VALLE.
- BORGHI DELLA VAL D’ORCIA CLASSICA: SEGRETI E CONSIGLI DA INSIDER.
CONSIGLIO DA INSIDER
Se avete un solo giorno, questo è l’anello perfetto da percorrere. Ma non limitatevi ai punti panoramici segnalati su Google Maps: la vera magia della zona classica si scopre anche rallentando, osservando e lasciandosi incuriosire dalle strade secondarie, dove il silenzio è interrotto solo dal vento.
L'anima del paesaggio
Il paesaggio della Val d’Orcia classica è caratterizzato da colline ondulate simili a onde del mare addomesticate. Un tempo, la valle era davvero ricoperta da acque marine, che hanno lasciato i loro segni nei giacimenti argillosi che oggi formano i paesaggi lunari della Val d’Orcia.
A nord si trova la dolcezza delle colline perfettamente disegnate, piccoli gruppi di calanchi nascosti che si affacciano sulle strade panoramiche e sentieri di trekking che ti conducono in spazi panoramici mozzafiato. Ogni stagione qui porta colori e luci diverse, dall’estate con il giallo dei campi di grano all’inverno con distese verdi di velluto.
Nel sud, invece, lo scenario cambia leggermente: la Riserva Naturale di Lucciola Bella offre creste argillose in contrasto con le colline, mentre nell’antico borgo termale di Bagno Vignoni, l’acqua scorre modellando rocce calcaree.
Questa è la Val d’Orcia più famosa, ma è anche quella che richiede più organizzazione a seconda di quello che si desidera fare. Guardando i reel, le persone si immaginano di esplorare un posto da sogno, ed effettivamente lo è, ma nessuno si aspetta di dover affrontare la folla e lo stress dei parcheggi o, la difficoltà di trovare un ristorante libero. Tutto dipende anche dalla stagione in cui vuoi visitarla.
Se ti interessa approfondire questo argomento, puoi consultare la mia guida: Val d’Orcia-lands: guida di una Tuscany Insider. Potrai trovare il materiale che ti occorre per pianificare il tuo viaggio: coordinate dei punti segreti, il racconto dei borghi, informazioni su strade e sentieri panoramici, mini-itinerari pronti da scaricare su Google Maps e la mia esperienza sul campo.
Quando visitare la Val d'Orcia classica
La Val d’Orcia classica è bella tutto l’anno, ogni stagione regala scenari diversi. Io la amo particolarmente in inverno, quando i campi sembrano stesi come un tappeto di velluto verde scuro brillante. Il clima è più rigido, con pochissime persone in giro, si respira il silenzio e per chi ama la fotografia è il momento perfetto per poter riprendere tutti gli scorci dei borghi. Nelle prime ore del mattino le strade possono essere ghiacciate, soprattutto se percorrete strade bianche o panoramiche. Verificate sempre le condizioni meteo e assicuratevi di avere a bordo le dotazioni invernali obbligatorie previste dal periodo.
In primavera il grano, tenero e ancora giovane, assume un colore verde smeraldo fluorescente; distese di fiori dipingono il paesaggio e le colline si animano di sfumature. A inizio della stagione è ideale visitare i borghi perché le giornate si sono allungate, ancora non c’è troppa folla e si riesce ad ammirare gli scorci con la giusta tranquillità. Da metà aprile in poi, difficilmente potrete scattare una foto delle viuzze senza che ci siano persone nei dintorni, ma è il periodo ideale per attività sportive, itinerari on the road e per fotografare i panorami immersi nei fiori.
L’autunno è melodrammatico, le strade sono costeggiate da alberi che regalano i colori del foliage, l’aria è pulita, la nebbia attraversa le colline e le strade bianche non alzano la polvere. Questo è uno dei momenti dell’anno in cui questa zona raggiunge l’equilibrio tra intimità e colori, viene principalmente visitata nel week-end da italiani e le giornate offrono cieli inaspettati a seconda del meteo.
L’estate: la stagione del grano, in cui tutti vogliono fotografare i Campi Elisi. Il colore del paesaggio è meno variato rispetto alle altre stagioni. L’oro domina il paesaggio: i tramonti sono infuocati e il paesaggio si tinge di colori dall’arancio al rosso che si riflettono sul grano dorato; uno scenario mozzafiato davvero unico. Ovviamente ci sono anche delle difficoltà, il caldo è soffocante, le strade e i borghi sono affollati e parcheggiare diventa una sfida. In questo periodo è molto meglio visitarla durante la settimana ed evitare il week-end.
La Val d'Orcia del vino: tra Brunello e ulivi secolari

La parte occidentale della valle è un regno dove la natura è più fitta e selvaggia, interrotta a tratti dalle geometrie dei vigneti più famosi al mondo. È il paesaggio dell’agricoltura d’autore, protetto dai venti e baciato dal sole.
Qui le colline sono più aspre e rurali. I boschi di querce e lecci circondano i filari di Sangiovese Grosso, creando un mosaico paesaggistico perfetto.
È la terra del Brunello, dove il paesaggio assume un carattere più agricolo e meno dolce rispetto alla Val d’Orcia classica.
Camminando tra questi borghi fortificati arroccati sui crinali, l’aria profuma di mosto e di macchia mediterranea, regalando un’esperienza che unisce la grande storia medievale all’eccellenza dell’enogastronomia.
Questa è la Val d’Orcia dove si vivono esperienze in cantina, si assaporano tradizioni locali e le sagre di paese.
Mappa, borghi e confini

Questo anello di quasi 100 km racchiude l’intera area del paesaggio vinicolo della Val d’Orcia. La Via Cassia (SR2) separa idealmente il regno del vino dalla Val d’Orcia classica. È qui che la Val d’Orcia tocca il suo limite occidentale, affacciandosi sulla valle dell’Ombrone e iniziando a sentire l’aria della Maremmana.
Questa è una delle aree che mette più in confusione i visitatori perché in rete si trovano spesso informazioni commerciali e poco chiare, aumentando i dubbi di chi deve programmare un viaggio.
Dal punto di vista puramente idrografico, il bacino del fiume Orcia (la Val d’Orcia geografica) non coincide esattamente con il Val d’Orcia UNESCO World Heritage Site nato nel 2004. Inoltre, quest’ultimo ha preso i confini del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia del 1999, ultimamente però a livello amministrativo sono cambiate un po’ di cose nell’area.
Il comune di Montalcino, per esempio, è uno di quelli che mette più in difficoltà nelle ricerche. Avendo assorbito nel 2017 il comune di San Giovanni d’Asso e le sue frazioni che: tecnicamente sono Crete Senesi, geograficamente rientrano nel bacino dell’Orcia ma non sono aree UNESCO. Essendo uno dei fondatori del parco del 99, quindi parte dell’UNESCO, ha creato una situazione difficile da comprendere per chi cerca di capire i punti esatti della Val d’Orcia.
Per semplificare i vostri progetti di viaggio, vi do un piccolo consiglio da Travel Designer: non soffermatevi troppo in questi dettagli tecnici, Montalcino dista soli 15/20 minuti di auto da San Quirico d’Orcia, se restate per qualche giorno, riuscite tranquillamente a visitare più aree.
In queste colline più aspre e agricole i balconi che dominano sono Montalcino, col suo panorama a 360° gradi e l’Abbazia di Sant’Antimo, con la sua atmosfera mistica.
SCHEDA PRATICA:
- Borghi e Frazioni Interni: Montalcino, Castelnuovo dell’Abate, Sant’Angelo in Colle, Argiano, Castiglion del Bosco, Tavernelle, Camigliano, Sant’Angelo Scalo (nel fondovalle)
- Località Confinanti: Buonconvento, Torrenieri, San Quirico d’Orcia, la Maremma grossetana, la Val di Merse.
- Luoghi Simbolici: Abbazia di Sant’Antimo, Chiesa della Madonna del Soccorso, Pieve dei Santi Filippo e Giacomo.
- Parchi e Riserve: il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) Fiume Orcia (che tutela la lontra e anfibi rari) e la Riserva Naturale di Poggio all’Oro.
Vuoi capire meglio l’area comunale di Montalcino e i suoi borghi? Puoi consultare le seguenti sezione:
- IL COMUNE DI MONTALICNO: TRA VIGNETI E ULIVI
L'anima del paesaggio
Verso la parte ovest della Val d’Orcia, i campi di grano lasciano spazio a vigne e profumi intensi: è qui che si assapora l’anima del Brunello, uno dei vini più prestigiosi della Toscana, conosciuto in tutto il mondo. Il paesaggio è caratterizzato da vigneti a perdita d’occhio disposti in filari geometrici, intervallati da uliveti secolari ordinati e fitte macchie di bosco mediterraneo.
Intorno a Montalcino, le pendici collinari sono coperte da distese di viti di Sangiovese che profumano l’aria; sentieri e strade sono spesso costeggiati da filari di cipressi e dalla Fortezza si gode di una vista panoramica incredibile, che porta lo sguardo verso l’infinito.
Nascosta tra queste vallate di vigneti e ulivi, si trova l’Abbazia di Sant’Antimo, un gioiello romanico che rappresenta uno dei luoghi più spirituali di tutta la Toscana. Incastonata in una suggestiva cornice paesaggistica, offre pace e tranquillità ai viaggiatori solitari.
A sud della mappa si trova il balcone panoramico di Sant’Angelo in Colle, che prosegue fino a Castelnuovo dell’Abate: una zona poco frequentata con un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.
CONSIGLIO DA INSIDER
Quando visitare la Val d'Orcia del vino
La zona del vino ha il suo momento magico in autunno, soprattutto durante la vendemmia. L’aria profuma di mosto, le cantine lavorano a ritmo serrato e dalla Fortezza di Montalcino si percepisce quanto questa tradizione enologica plasmi questo territorio. Proprio perché è il periodo in cui il vino ha il suo momento cruciale, l’atmosfera locale è più festosa e le degustazioni vanno a ruba. Se decidete di venire in questo periodo, vi raccomando di fare molta attenzione: i controlli stradali sono più frequenti, quindi guidate con prudenza.
Con l’avanzare dell’autunno, i filari di Sangiovese si tingono di sfumature gialle, arancioni e rosso porpora; il foliage delle querce tinge di caldo alcuni tratti di bosco creando contrasto con lo sfondo scuro e solenne dei lecci; è così che questo paesaggio si trasforma in un dipinto. È anche il periodo ideale per visitare l’Abbazia di Sant’Antimo, immersa tra gli ulivi dorati e lontana dal caos estivo in una visuale molto suggestiva.
In primavera, quando i vigneti sono ancora spogli e le colline si coprono di un verde intenso, le cantine aprono con calma, i ristoranti hanno ancora i tavoli liberi e potete degustare un Brunello senza fretta, con tutta l’attenzione che merita. Le attività come il trekking tornano protagoniste, il grigio delle sponde argillose entra in contrasto con i colori dei fiori e il turismo inizia a salire.
L’inverno non è il periodo ideale per chi cerca l’esperienza enoturistica completa, ma è ottimo per ritrovare un po’ di tranquillità e fare passeggiate lente nel silenzio delle vallate. Molti tendono a venire nella stagione invernale per una fuga d’amore romantica, dove potrete sorseggiare accanto ad un camino il vostro Brunello. L‘atmosfera calda del fuoco si unisce alle ampie vetrate affacciate sulle colline toscane. Molte tenute storiche, agriturismi e castelli della zona sono stati ristrutturati proprio per valorizzare questo connubio.
L’estate è molto turistica nella parte nord, i borghi sono sommersi di visitatori, ma le attività proposte aumentano. È il momento dei pic-nic tra gli uliveti, sagre di paese e piscine panoramiche. Mentre il versante sud-occidentale mantiene un aspetto più intimo e contenuto. L’Abbazia di Sant’Antimo in estate offre un’atmosfera mistica che si sposa con la fioritura del suo tranquillo giardino circostante, trasformandosi in un rifugio fresco durante le ore più calde della giornata. È qui che si respira l’aria più poetica della valle.
Rispetto alla zona classica, la Val d’Orcia del vino è più fresca: le aree boschive sono maggiori e c’è una maggiore varietà di colori.
Vorresti scoprire i punti esatti dove si trovano i paesaggi lunari della Val d’Orcia? Leggi questo articolo dedicato ai calanchi, con coordinate, strade e sentieri trekking.
La Val d'Orcia primordiale: la rupe vulcanica tra paesaggi lunari

LA LUNA NERA DELLA VAL D’ORCIA
Questo è il mio paesaggio preferito, situato nel lato più profondo e meno conosciuto della valle, dove le morbide e ordinate colline non sono più le protagoniste, ma lasciano spazio a qualcosa di più aspro e primordiale.
Qui la fragilità delle Crete dell’Orcia si scontra con la forza della roccia magmatica, l’argilla pliocenica, gessosa e sterile, frana verticalmente, creando spaventose voragini e canyon d’alta quota sferzati dal vento.
Assomiglia ad un mare di terra nuda, dove colline e calanchi si susseguono come onde pietrificate dal tempo.
La Fortezza di Radicofani domina questa vallata, permettendo di arrivare con lo sguardo in orizzonti ampi e severi, svelando l’anima più antica e fragile di questa terra.
Mappa, borghi e confini
Ho definito questo paesaggio la Luna Nera perché, quando l’ho esplorato la prima volta, ho percepito la netta sensazione di essere in un altro mondo. La Val d’Orcia è esattamente questo: da un lato iconica e visibile a tutti, dall’altro oscura, segreta e poco battuta.
Quest’area per me è la più bella in assoluto. Il borgo di Radicofani domina dall’alto su quest’anima, lunare e vulcanica, offrendo dalla sua Fortezza un panorama a 360 gradi davvero spettacolare.
A nord si trova la Riserva delle Crete dell’Orcia con oltre 500 ettari di perimetro, agendo come cerniera geografica e visiva tra i calanchi e l’asse del fiume.
Percorrendo le strade che salgono verso Radicofani, il paesaggio si apre davanti agli occhi, tra alte creste d’argilla e pascoli che ricordano a tratti quelli del Trentino.
Scendendo invece sul versante opposto del borgo, si apre uno scenario panoramico molto ampio, fatto di colline, boschi e calanchi che mano a mano guidano lo sguardo verso l’orizzonte, fino a scorgere i confini della Toscana.
SCHEDA PRATICA:
- Borghi e Frazioni Interni: Radicofan, Contignano.
- Località Confinanti: Abbadia San Salvatore, Bagni San Filippo, Fonte Vetrina, San Casciano dei Bagni, Celle sul Rigo, Piancastagnaio.
- Luoghi Simbolici: la Fortezza di Radicofani, il Bosco Isabella, la storica Posta di Ricorsi, la Pieve romanica di San Pietro Apostolo.
- Parchi e Riserve: la Riserva delle Crete dell’Orcia, un paesaggio in continua mutazione geologica fatta di calanchi dalle creste alte e vegetazione fluviale e il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Rupe di Radicofani”, un’area protetta istituita specificamente per salvaguardare l’affioramento roccioso vulcanico e l’ecosistema rupestre che ospita rare specie di rapaci nidificanti.
Vuoi scoprire le distanze tra i borghi e capire meglio l’area di Radicofani? Ecco le sezioni dedicate:
- IL COMUNE DI RADICOFANI: TRA PANORAMI E CALANCHI SELVAGGI
L'anima del paesaggio
Un paesaggio severo, nudo ed essenziale, dove la terra è profondamente segnata dai solchi dei calanchi e dai profili delle biancane.
Questo massiccio promontorio di roccia scura, che 1,3 milioni di anni fa era un antico vulcano attivo, oggi si presenta come un imponente blocco di lava solidificata demolito dall’erosione. La rupe di Radicofani non è altro che il relitto vulcanico interno del camino ascensionale ormai spento.
Sulla sua sommità, a 896 metri di altitudine, si erge la monumentale Fortezza, che da secoli funge da faro di pietra e dogana storica. Il contrasto visivo è netto e potente: la mole scura e geometrica della roccia vulcanica si scontra con la fluidità e il grigio chiaro delle colline d’argilla circostanti, creando un ecosistema rupestre unico, oggi tutelato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC).
Esplorare questo paesaggio, che custodisce gioielli storici e naturalistici come il borgo di Contignano, il romantico Bosco Isabella e il leggendario tracciato della Via Francigena (Tappa 14), significa immergersi nella Val d’Orcia più autentica, esposta e ventilata.
A fare da degna cornice a quest’anima vi sono la zona verso Sarteano, con boschi incontaminati e il tracciato della nuova Via Cassia: una vallata priva di coltivazioni, che scende fino al sinuoso e selvaggio torrente Paglia.
Nella Riserva delle Crete dell’Orcia, le aspre pareti di argilla grigia franano e scivolano direttamente verso il letto torrentizio del fiume Orcia, creando l’effetto di un mare in tempesta. L’ecosistema che le caratterizza è selvaggio e incontaminato, tanto che pochi turisti le conoscono.
CONSIGLIO DA INSIDER
Questa zona è un po’ più fresca rispetto al resto della valle, si esplora molto bene da maggio fino a ottobre. Inoltre, vi consiglio di esplorare il borgo di Radicofani di notte, per catturare scatti fotografici dall’atmosfera surreale. Tra le attività da non perdere ci sono anche le degustazioni di pecorino nelle fattorie di Contignano.
Quando visitare la Val d'Orcia primordiale
Il turismo qui è moderato, non soffre l’overtourism che colpisce la zona di Pienza. A primeggiare tra i visitatori vi sono i pellegrini della Via Francigena e i viaggiatori on the road.
Il borgo di Radicofani registra pochissime nascite annuali e un migliaio di abitanti, ed è per questo che è ancora più unico da vedere. Il senso di sicurezza è molto elevato e i cittadini si fidano l’uno dell’altro.
In inverno, quasi tutte le strutture ricettive sono chiuse, il paesaggio mostra toni freddi e desolati e talvolta cade la neve. L’argilla bagnata assume sfumature grigio-violacee e plumbee, mentre la roccia della rupe diventa grigio ferro scuro. Nelle mattine rigide, la brina ghiacciata sbianca i pascoli e le nebbie dense riempiono la piana del Formone, lasciando spuntare solo il profilo nero della Fortezza. Non è il periodo migliore per una visita, a meno che non si cerchi un luogo di assoluta tranquillità, un’esperienza suggestiva e non si tema il freddo.
Durante la primavera esplode il contrasto cromatico; le colline si coprono di verde smeraldo e le strade sono costeggiate da fiori di ogni specie. Il sole offre dei tramonti spettacolari sui calanchi nel versante nord e nei campi si intravedono i pascoli di ovini. Le sere di marzo e aprile possono essere leggermente fresche, ma è un bellissimo periodo per godere della natura. A maggio, invece, vi consiglio una bella passeggiata a cavallo, così da poter ammirare i colori del paesaggio.
L’estate trasforma quest’area in un paesaggio lunare desertico: le praterie si seccano, l’argilla dei calanchi si spacca e la cromaticità si perde. Il colore dominante è il giallo paglierino e l’ocra bruciato che contrastano con il nero grigio della Rupe. Il clima rimane comunque fresco e ventilato rispetto al fondovalle e a mio avviso è un luogo perfetto per una vacanza naturalistica, di relax o per amanti del trekking.
Anche qui l’autunno regala uno scenario melodrammatico, caratterizzato da pascoli verdi e calanchi che diventano grigio viola una volta che è piovuto. Nel Bosco Isabella si accende il foliage giallo e ruggine delle latifoglie. È il momento in cui l’erosione è massima: le piogge intense lavano l’argilla viva, facendo franare piccoli pezzi di crinale e rimodellando continuamente il paesaggio. Perfetto per gli amanti della fotografia, i viaggiatori solitari e chi cerca un viaggio low cost.
La Val d'Orcia selvaggia: tra boschi, gole profonde e pietra vulcanica
Il passaggio in cui l’argilla spoglia finisce e la valle comincia a salire bruscamente verso la montagna. La terra è scura, la pietra lavica emerge tra i borghi e i campi coltivati lasciano gradualmente il posto a pascoli d’altura e fitti boschi secolari.
È il Versante Vulcanico della Val d’Orcia, nato dal Monte Amiata quando era attivo. Esplorare quest’area significa muoversi tra terrazze panoramiche mozzafiato sospese nel vuoto e affacciarsi su scorci insoliti.
I giganti del paesaggio sono la Rocca di Tentennano, uno sperone di roccia calcarea che svetta sopra il borgo di Rocca d’Orcia e l’altissima rupe fortificata di Campiglia d’Orcia.
Nel punto più basso, le Gole dell’Orcia si nascondono tra i boschi, lasciandosi scavare dall’acqua.
Mappa, borghi e confini
Per orientarsi in questo versante bisogna abbandonare l’idea delle strade lineari di fondovalle e abituarsi a un paesaggio che si sviluppa in verticale.
Castiglione d’Orcia e Rocca d’Orcia fungono da immensi balconi panoramici che offrono una vista spettacolare sulle colline classiche di Pienza e San Quirico, mostrandole da una prospettiva ribaltata e vertiginosa.
Infine, sul versante orientale che scivola verso Radicofani, si trova l’avamposto termale di Bagni San Filippo, dove la natura si fa intima e nascosta tra le fronde degli alberi.
Lungo i crinali di queste pendenze boscose e aspre si nascondono poi piccoli nuclei rurali, poderi in pietra e frazioni minori come Poggio Rosa, le Piaggie e Belvedere, che testimoniano l’antico e diffuso insediamento contadino di queste colline.
SCHEDA PRATICA:
- Borghi e Frazioni Interni: Castiglione d’Orcia, Rocca d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Vivo d’Orcia, Bagni San Filippo, Poggio Rosa, Belvedere e Piaggie.
- Località Confinanti: Abbadia San Salvatore, Bagno Vignoni, Monte Amiata, Contignano, Gallina, Saggiano.
- Luoghi Simbolici: la Rocca di Tentennano, le Sorgenti del Vivo d’Orcia, l’Eremo dell’Ermicciolo, la cascata della Balena Bianca, la Chiesa di San Biagio a Campiglia.
- Parchi e Riserve: il Parco Vivo un’ area protetta tra boschi, cascate d’acqua, sentieri trekking e gallerie sotterranee. All’interno si trovano le Sorgenti del Vivo e dell’Ermicciolo, che servono a riempire il famoso Acquedotto del Vivo. Un’altra area protetta è la Riserva Naturale di Ripa d’Orcia, che si trova lungo il letto del fiume Orcia. Protegge fitti boschi selvaggi di leccio e la natura incontaminata del fiume. All’interno si trovano le Gole dell’Orcia, i profondi canyion scavati dal fiume.
Hai bisogno di capire meglio come si sviluppa questa area? Queste sono le sezioni dedicate:
- IL COMUNE DI CASTIGLIONE D’ORCIA: TRA LE GOLE DEL FIUME E L’AMIATA
L'anima del paesaggio
Se la Val d’Orcia classica è stata modellata dalla mano dell’uomo e dall’erosione, qui invece i costruttori principali sono stati il fiume Orcia e il Monte Amiata, un antico vulcano ormai spento. La vista di questo paesaggio della Val d’Orcia è dominata da fitti boschi, dovuti al terreno fertile e ricchissimo di minerali vulcanici.
Questa valle, così ricca di vegetazione, nutre antichi pascoli, che testimoniano la cultura e le tradizioni locali. Qui si possono ammirare, oltre a splendidi panorami, anche maestosi castagni, foreste di faggi, rocce calcaree e borghi medievali.
Questi ultimi sono fatti della stessa materia di questa montagna, in trachite e peperino: le tipiche pietre laviche grigie estratte dai crinali. In questo paesaggio, questi borghi fungono da sentinelle, sorvegliando la gola profonda del fiume.
La parte più segreta di quest’anima è il suo sistema idrologico unico; la roccia vulcanica, porosa e fessurata dal tempo, assorbe infatti la pioggia e la neve della vetta agendo come una spugna gigante. Questo immenso bacino sotterraneo dà vita a enormi sorgenti d’acqua purissima che riaffiorano in superficie. Il cuore pulsante sono le Sorgenti dell’Ermicciolo, dove l’acqua fredda e cristallina sgorga con fragore dalla roccia ed è visitabile persino all’interno di una galleria sotterranea.
Dal fuoco profondo dello stesso vulcano spento nascono, per contrasto, le sorgenti di acqua termale bollente e sulfurea che alimentano il borgo di Bagni San Filippo. Lungo il sentiero del Fosso Bianco, l’acqua cede carbonato di calcio che, depositandosi e solidificandosi giorno dopo giorno, ha dato vita alla monumentale Balena Bianca: una colossale ed abbagliante cascata di travertino.
Invece, all’interno della Riserva Naturale di Ripa d’Orcia, l’acqua non è più sorgiva o termale, ma fluviale. Il fiume Orcia, l’architetto della valle, ha scavato le Gole conosciute anche come Strette di Ripa.
CONSIGLIO DA INSIDER
Questa area della Val d’Orcia è tra le più affascinante e ricche di esperienze, dal bagno di foresta nei faggi a tour nelle grotte, per visitarla sarebbe meglio dedicargli qualche giorno ed esplorarla con calma.
Quando visitare la Val d'Orcia primordiale
Il clima di questo versante è di tipo montano e temperato fresco, nettamente diverso dal resto della valle. Grazie all’altitudine e alla fitta copertura boscosa, qui le temperature rimangono stabilmente più basse, offrendo una costante ventilazione in estate e inverni rigidi che spesso portano la neve sui borghi più alti. Il flusso turistico è moderato e improntato al turismo lento e naturalistico, ideale per chi cerca una Toscana incontaminata.
L‘inverno è freddo e silenzioso, con i borghi che si riempiono del profumo della legna che brucia nei camini. È il momento perfetto per un bagno nelle terme di Bagni San Filippo e il Fosso Bianco: tra l’aria gelida che contrasta con il vapore e dell’acqua. Il grigio della pietra lavica e il marrone scuro dei boschi dominano il paesaggio. I fitti boschi perdono le foglie lasciando intravedere le conformazioni delle rocce vulcaniche e le pareti calcaree delle Gole di Ripa.
La primavera è il risveglio della montagna, pascoli e fiori esplodono ad ogni angolo permettendo di cogliere tutta l’autenticità del luogo. Il clima tra marzo e maggio è frizzante e rigenerante, ideale per camminare tra i sentieri trekking o fare escursioni naturalistiche. Grazie alle piogge e allo scioglimento delle nevi, le Sorgenti del Vivo e dell’Ermicciolo sono alla loro massima portata e l’acqua scorre impetuosa e limpida tra i massi. I viaggiatori in cerca di relax apprezzeranno molto spostarsi verso il Monte Amiata per svolgere attività tipo il Forest Bathing, ovvero i bagni di foresta nella faggeta più grande d’Europa.
L’estate è il rifugio ideale per sfuggire al caldo della Val d’Orcia classica: il paesaggio diventa un fitto e protettivo scrigno d’ombra. La stagione estiva offre numerose attività adatte a vari tipi di viaggiatori comprese le famiglie. Perfetta per una passeggiata tra i boschi a cavallo o per un pic-nic panoramico.
In autunno il foliage dei castagni dona dei colori incredibili, dal giallo limone all’arancio e marrone scuro, creando un netto contrasto visivo con il verde cupo dei lecci e il grigio dei borghi. Lo scenario diventa molto dinamico. Le prime piogge riempiono il letto del fiume Orcia che torna a scorrere vigoroso dentro il canyon della Riserva di Ripa d’Orcia. I boschi si riempiono di frutti, castagne e funghi. Questo paesaggio, in questo periodo, dà proprio il meglio di sé per gli amanti della fotografia e del foliage.
idee di viaggio in val d'orcia
La Val d’Orcia è una destinazione che offre numerose tipologie di viaggio. Dopo aver letto questo articolo, spero di averti chiarito le idee per programmare il tuo viaggio in Val d’Orcia. Adesso, a seconda dei tuoi bisogni e interessi puoi strutturare il tuo itinerario. Qui di seguito ti riporto alcune delle idee che si possono realizzare in questa terra e se sei interessato puoi continuare a leggere la mia guida completa, per trovare ulteriori dettagli utili.
Tour tra borghi e panorami: potete organizzare il vostro week-end o viaggio itinerante alla scoperta dei borghi e dei panorami che più vi incuriosiscono.
Itinerario on the road fotografico: questa è una meta che attira tantissimi fotografi, tutto dipende da cosa ti piace fotografare, se cerchi i panorami la difficoltà è minima, se vuoi invece fotografare gli scorci dei borghi, devi organizzarti meglio per evitare la folla in alcuni.
Viaggi enogastronomici: qui puoi deliziare il tuo palato con vini pregiati accompagnati a formaggio locale, oppure assaporare i deliziosi Pici toscani e degustarti carne di qualità.
Viaggi naturalistici: la natura qui proprio non manca, tra varietà di fiori a primavera, boschi incantati e giardini con alberi secolari. Nelle aree più selvagge la varietà di specie botaniche ti soddisferà molto.
Alla scoperta del sottosuolo e dei canyon: tra miniere, grotte e paesaggi lunari, uno dei miei preferiti. Soddisfa la curiosità, apprendi qualcosa di più sulle conformazioni rocciose della Val d’Orcia e visiti posti meno esplorati.
Tra leggende, fantasmi e oscurità: sono solo una piccola nicchia quelli che sono a conoscenza delle leggende di questa terra. Eppure la Val d’Orcia offre tante storie misteriose molto affascinanti da scoprire.
Itinerari tra trekking e borghi: se ami camminare, puoi organizzare il tuo viaggio in un itinerario a tappe camminando da un borgo all’altro. Il risultato sarà: panorami nascosti, viversi i borghi la sera e essere lontani dalla folla.
Terme e relax: attenzione le terme naturali non sono come ve le aspettate, di solito si va in strutture a pagamento. Ad esempio, le acque delle vasche di Bagno Vignoni, non sono calde; al massimo vanno bene per rinfrescarsi d’estate.
Viaggi avventurosi: ad esempio organizzare le giornate con esperienze differenti, tipo: una giornata a cavallo, una in mongolfiera, una in quad, una in mountain bike, eccetera. Un modo secondo me fantastico per vedere tante varietà di paesaggi e trovare panorami unici.


